
Una notizia clamorosa, come quella della morte improvvisa del Commissario Tecnico della Nazionale di ciclismo, trova posto sulla Gazzetta dello Sport solamente in 30° pagina. La notizia finisce in copertina, ma con uno spazio di rincalzo, perchè ovviamente "il grosso" è del calcio.
Cosi come del calcio sono interamente le prime 29 pagine della Gazzetta dell'8 Febbraio, e solo dopo arrivano 2 pagine con la tragica notizia, i commenti ecc. ecc. In pratica è stato dato meno spazio a questa notizia che non alle solite notizie di positività all'antidoping di ciclisti vari. Insomma alla Gazzetta dello Sport, che è il principale sponsor del Giro d'Italia, non danno grande importanza a questo lutto. Se invece fosse stato il commissario tecnico del calcio siamo sicuri che oltre ai funerali di stato la Gazzetta ci avrebbe tappezzato di edizioni speciali da qui alla fine del 2010, con video e gadget a non finire.
E' proprio triste essere sportivi, e comprare un giornale per sfogliarlo dal fondo, per leggere solamente 7-8 pagine in tutto; perchè cosi fanno tutti quelli che come me non sono appassionati di calcio. E' persino meglio, se si ha l'opportunità di procurarselo, leggere L'Equipe in francese, che almeno è un giornale di sport.
martedì 9 febbraio 2010
La Gazzetta dello Sport non si spreca per il ciclismo
Niente bici a mano sui marciapiedi???
DA ANSA
Attenzione a condurre biciclette a mano sui marciapiedi delle strade a corsia preferenziale di Firenze. Non si puo'. Questa mattina, racconta in una nota l'associazione Citta' ciclabile, lungo un marciapiede di una strada preferenziale nei pressi di piazza S. Marco a Firenze, la polizia municipale ha fermato una persona che conduceva la propria bicicletta a mano. La motivazione degli agenti e' stata - secondo la versione dell'associazione - 'perche' creava intralcio'.
DA ANSA
lunedì 8 febbraio 2010
Ipocrisia americana

Ho letto questa notizia:
SONDRIO - Gli Stati Uniti hanno negato il visto di sei mesi a un ciclista professionista di Morbegno (Sondrio) che con la sua squadra, la Kendra, avrebbe dovuto recarsi nel Paese il 27 febbraio per un lungo periodo di ritiro stagionale. "Sostengono che sono un potenziale clandestino - ha detto il 25enne Luca Damiani -. Nel corso del colloquio il console mi ha chiesto se in Italia sono proprietario di casa. Ma gli ho risposto che vivo ancora in famiglia, quando non sono impegnato in gare in Italia o all'estero. Ha voluto sapere se qui ho altri lavori stabili oltre a quello di sportivo evidentemente ritenuto poco redditizio, spiegandomi che l'economia italiana non e' florida e quindi potrei essere tentato di fermarmi negli Usa oltre il periodo fissato dal visto semestrale". (RCD)
E sono rimasto allibito.
Uno perchè si tratta di Damiani, il quale non è nemmeno il primo anno che gareggia in America; ha contratto fisso di lavoro firmato prima di andare negli Stati Uniti. Ed ha anche vinto delle gare, in America.
Due perchè dicono "l'economia italiana non è florida..." invece quella americana è florida...basta guardare le aste delle case; si trovano ville sulla spiaggia di Miami a 50000 euro, e le comprano gli stranieri, tra cui parecchi italiani che stanno investendo molto sulle aste fallimentari americane...
sabato 6 febbraio 2010
MULTA AD UN CICLISTA PERCHE' GUIDA SENZA MANI

Ho letto questa notizia in settimana, in internet, su "Il giornale".
Nella domenica senza auto di Milano un vigile ha fermato una persona che andava in bici con le mani in tasca per il freddo, e l'ha multato per guida pericolosa. Sul subito ho pensato al ridicolo, ma poi ho letto tutti i commenti del giornalista de "Il Giornale", completamente solidale col vigile, che scriveva frasi del tipo "il codice della strada và rispettato", e qui ho pensato che viviamo in un Mondo di matti.
Ma mica perchè io vado in bici abitualmente. Se il vigile dovesse fare la multa per guida pericolosa a tutti i bambini che vanno in bici senza mani sarebbe un casino. Quando questi bimbi si troveranno a 18 anni a prendere la patente partiranno con -350 punti da recuperare, tutti per guida pericolosa senza mani in bicicletta.
Se quella mattina poi fosse disgraziatamente passato in bici il mio ex-massaggiatore Beppe, che si siede sul manubrio e pedala andando all'indietro, gli avrebbero appioppato l'ergastolo sicuro; per non parlare di qualche biker che si fà 500 metri su una ruota....fucilazione immediata! Simone Temperato, nella foto, è un fuorilegge assurdo, da chiedere l'estradizione dal Brasile se tenta di scappare a Rio.
Qui le cose evidenti sono 2: che nè il vigile di Milano nè il giornalista de "Il Giornale" sono mai saliti su una bici, manco con le rotelle dai lati, nonostante la domenica senza auto.
venerdì 5 febbraio 2010
Niente presentazione Shimano

Oggi era in corso la presentazione Shimano dei nuovi prodotti a Verona, riservata agli addetti al settore. Purtroppo non ho potuto essere presente a causa di u colossale incidente a Barberio del Mugello che ha bloccato la strada e creato 12km di coda. Ho girato l'auto e sono tornato a casa; non ci sarebbe stato modo di arrivare alle 10 a Verona.
Ero molto incuriosito soprattutto dal nuovo XTR, che dicono sia spettacolare. Certo è che per me Shimano negli ultimi tempi ha segnato una fortissima delusione come qualità di prodotti.
Tralasciando i top di gamma che sono sempre eccellenti, e cioè l'XTR per l'mtb ed il Durace per la strada, nei gruppi di media gamma abbiamo riscontrato parecchi problemi e alcuni li ho avuti anche io direttamente sulla mia bici. Sul corsa alcuni clienti hanno lamentato grande rumorosità sul gruppo "Sora", quello un pò più basso di livello, mentre io personalmente ho avuto problemi di affidabilità sul "105", proprio il cambio che una volta era considerato il cavallo di battaglia della Shimano per affidabilità e durevolezza. Per la cronaca ho rotto 2 cambi io personalmente, mentre altri problemi sempre sul 105 li abbiamo avuti in negozio.
Secondo me molto grave invece è stata la questione "XT" nel mountain bike: un gruppo disastrato da reclami e problemi. Se per il resto di gamma Shimano resta ineccepibile con XTR, SLX e Deore, sull'XT si sono riscontrati tutti i problemi possibili immaginabili, a cominciare dal corpo ruota delle ruote XT, che si rompe costantemente su tutte le ruote, a volte addirittura spaccando il perno e inchiodando una ruota. Un nostro cliente in questo modo ha lamentato anche una caduta, e la stessa Shimano ha ammesso di avere problemi su queste ruote, che sono state vendute moltissimo per via dell'ottimo rapporto peso-prezzo ma che in realtà hanno decisamente scalfito l'immagine delle ruote Shimano.
I problemi sul gruppo XT continuano con la molla del cambio: questa non ha forza e non riesce a tirare la catena a dovere su tantissimi cambi XT, anche se non tutti. Il sapere come certi cambi siano a posto ed altri abbiano una molla più adatta ad un semplice Acera di bassa gamma che non ad un cambio che dovrebbe essere il 2° di qualità non ci è dato, fatto stà che i salti di catena e le rotture cambio sono all'ordine del giorno. E ancora l'ammissione della Shimano dell'errore nella progettazione dei freni a olio XT, dove la pinza ha una parte troppo bassa in cui lo sporco permane senza possibilità di pulire a fondo il pistone, e quindi con un funzionamento mai ottimale.
Dopo tutte queste problematiche Shimano ha deciso di ritoccare verso l'alto i listini; forse ai dirigenti Shimano questo dubbio non viene, ma a me pare che in questo modo lancino alla grande Sram, sia sul corsa che nel mountain bike.
Ospedale di Empoli - Ospedale di Pontedera
Ieri mi sono finalmente tolto la stecca al dito, dopo 1 mese esatto dalla rottura il giorno della gara di ciclocross di San Miniato.
Tutto questo non c'entra nulla con la bicicletta, ma volevo segnalare il disservizio dell'Ospedale di Empoli, il quale ormai purtroppo in zona si sta facendo una brutta fama.
Il giorno dopo la rottura del dito della mano sono andato al Pronto Soccorso di Empoli, dove ho aspettato primo di una lunga coda davanti ad un computer, senza nessuno che lo facesse funzionare; incredibile a dirsi, ma per 20 minuti nessuno è venuto all'accettazione a vedere chi ci fosse, e dietro di me ormai c'erano 10-12 persone in fila, senza che la fila si muovesse di 1 metro. Dopo questa attesa mi sono rotto le scatole veramente e sono uscito inviperito dal Pronto Soccorso. Da li sono passato dal mio medico di base, perchè io non ero certo che fosse rotto il dito, anche se era gonfissimo, ma il medico mi ha confermato che era sicuramente rotto e mi ha consigliato di recarmi a Pontedera.
Cosi ho fatto, ormai poco fiducioso, e sono arrivato al Pronto Soccorso di Pontedera, dove una signora mi ha mandato subito appena entrato a fare la visita; da li mi hanno mandato ai raggi, fatti senza code e senza aspettare nulla, e da li all'ingessatura, dove ho aspettato un quarto d'ora circa il mio turno. Totale in circa un'ora e 15 / un'ora e mezza ero visitato e steccato, e me ne tornavo a casa. Ieri sono tornato a togliere la stecca, con tanto di visita e raggi, tutto in perfetto ordine, con il mio numerino ho aspettato che l'autoparlante mi chiamasse...
Mi domando in sostanza come mai a distanza di 30km ci sia tutta questa differenza tra Empoli e Pontedera.
lunedì 1 febbraio 2010
STYBAR NUOVO CAMPIONE DEL MONDO CICLOCROSS

DA FCI
MONDIALI CICLOCROSS: Zdenek Štybar in cima al mondo. Marco Aurelio Fontana 11° con onore, sfortunato Franzoi, encomiabili Bianco (18°) e Ursi (27°)
Zdenek Štybar è il nuovo re del ciclocross. Lo ha incoronato il mondiale di casa, ma il titolo è legittimato appieno dalla stagione record del giovane ceco, primo anche in Coppa del Mondo (nella foto Scanferla il suo arrivo a Tabor). Štybar ha scosso l’egemonia belga nella specialità: spodesta Albert (che ha la scusante del grave incidente patito nel momento più delicato della preparazione) e batte ancora Nys, oggi terzo a 38”, preceduto dal connazionale Klaas Vantornout. Certo il percorso e il pubblico di casa hanno fatto la loro parte nell’agevolare il trionfo annunciato. Lo dimostra la prova complessiva della nazionale ceca, che ha piazzato ben quattro atleti tra i primi dieci.
Più che discreta la prestazione degli azzurri. Uscito di scena Franzoi per una caduta, Marco Aurelio Fontana, undicesimo a 2’25”, è stato il migliore sfiorando l'obiettivo "top ten". Encomiabili Marco Bianco, 18° a 2’54”, e Fabio Ursi, il più giovane della compagnia, 27° a 3’34”, seguito da Luca Damiani, 47° a 6’48”.
L'Italia chiude al quinto posto nella classifica per nazioni élite dietro la Repubblica Ceca, il Belgio, la Francia e la Svizzera.
UOMINI ELITE: 1. Zdenek Štybar (R. Ceca); 2. Klaas Vantornout (Bel) a 21”; 3. Sven Nys (Bel) a 38”; 4. Martin Bína (R. Ceca) a 40”; 5. Francis Mourey (Fra) a 56”; 6. Martin Zlámalík (R. Ceca) a 1’02”; 7. Christian Heule (Svi) a 1’07”; 8. Radomír Šimunek Ml (R. Ceca) a 1’18”; 9. Gerben de Knegt (Ol) a 1’49”; 10. Bart Wellens (Bel) a 2’13”; 11. Marco Aurelio Fontana (Ita) a 2’25”; 18. Marco Bianco (Ita) a 2’54”; 27. Fabio Ursi (Ita) a 3’34”; 47. Luca Damiani (Ita) a 6’48”; ritirato Enrico Franzoi.
DA FCI
VOS ANCORA IRIDATA NEL CROSS

DA FCI
MONDIALI CICLOCROSS: Show di Marianne Vos a Tabor, quinto posto da incorniciare per Eva Lechner
Show di Marianne Vos al mondiale ciclocross donne che si è concluso da poco a Tabor e prova maiuscola di Eva Lechner, quinta assoluta. L’azzurra del team Colnago Cap Arreghini (nella foto Scanferla il suo arrivo) ha centrato l’obiettivo che si era posta alla vigilia, entrare tra le top 5 del mondo, e lo ha fatto mettendosi alle spalle l’intero squadrone francese. Risultato tanto più splendido se si considera che Eva ha dedicato molto meno tempo delle concorrenti alla specialità. Il titolo è andato all’olandese volante, grande favorita e la più meritevole. Marianne ha chiuso i giochi fin dalle prime pedalate costringendo la tedesca Hanka Kupfernagel (argento a 45”) e l’amica connazionale Daphny Van Den Brand (bronzo a 1’02”) a un inseguimento affannoso quanto vano. Quarto posto, a 1’20”, per la ceca Katerina Nash. Non lontana dalla zona podio Eva Lechner ha conquistato la quinta piazza a 1’41”, precedendo le francesi Christel Ferrier Bruneau (sesta a 1’47”), Caroline Mani (settima a 1’53”) e Pauline Ferrand Prevot (ottava a 2’11”). Un piazzamento da incorniciare, a conferma della classe polivalente di Eva, iridata della staffetta Mtb e in grado di emergere anche nel ciclocross e su strada.
DONNE ELITE: 1. Marianne Vos (Ol); 2. Hanka Kupfernagel (Ger) a 45”; 3. Daphny Van Den Brand (Ol) a 1’02”; 4. Katerina Nash (R. Ceca) a 1’20”; 5. Eva Lechner (Ita) a 1’41”; 6. Christel Ferrier Bruneau (Fra) a 1’47”; 7. Caroline Mani (Fra) a 1’53; 8. Pauline Ferrand Prevot (Fra) a 2’11”; 9. Sanne Van Paassen (Ol) a 2’28”; 10. Lucie Chianel Lefevre (Fra) a 2’31”.
DA FCI
SZCZEPANIAK CAMPIONE DEL MONDO UNDER 23 CICLOCROSS

DA FCI
MONDIALI CICLOCROSS: Oro e argento per i polacchi Pawel e Kasper Szczepaniak nella gara under. Bene Silvestri (decimo) e Trentin (undicesimo)
A giudicare dai primi due titoli assegnati questo di Tabor si configura come il mondiale delle sorprese. Nella seconda gara in programma riservata agli under 23 sono stati i fratelli polacchi Pawel e Kasper Szczepaniak a smentire i pronostici aggiudicandosi l’oro e l’argento davanti al francese Jouffroy (bronzo) e al favoritissimo belga Meeusen, dominatore in Coppa del Mondo, ma oggi lasciato ai piedi del podio. Pawel Szczepaniak (nella foto Scanferla il suo arrivo) è comunque atleta di valore assoluto, come dimostra anche la quinta posizione in Coppa del Mondo. Oggi ha dominato il mondiale tagliando il traguardo con 20” sul fratello e 21” sul francese. Bene Elia Silvestri, degno della vittoria nel Giro d'Italia Ciclocross, e Matteo Trentin. I due azzurri si sono classificati, rispettivamente, al decimo e undicesimo posto a 1’27” e 1’33” dal vincitore. Cristian Cominelli ha concluso 22° a 2’52”, Bryan Falaschi 27° a 3’39”, mentre Domenico Maria Salviani è stato costretto al ritiro.
UOMINI UNDER 23: 1. Pawel Szczepaniak (Pol) in 55’37”; 2. Kasper Szczepaniak (Pol) a 20”; 3. Arnoud Jouffroy (Fra) a 21”; 4. Tom Meeusen (Bel) a 46”; 5. Konwa Marek (Pol) a 56”; 6. Arnaud Grand (Svi) a 58”; 7. Robert Gavenda (Svk) a 1’; 8. Sascha Weber (Ger) a 1’09”; 9. Tijmen Eising (Ol) a 1’20”; 10. Elia Silvestri (Ita) a 1’27”; 11. Matteo Trentin (Ita) a 1’33”; 22. Cristian Cominelli (Ita) a 2’52”; 27. Bryan Falaschi (Ita) a 3’39”; ritirato: Domenico Maria Salviani (Ita)
DA FCI
sabato 30 gennaio 2010
Emilia Romagna: da Regione 1000 biciclette per il progetto "Mi Muovo"
DA ADNKRONOS
Circa 1000 biciclette fornite in comodato d'uso gratuito a 12 Comuni dell'Emilia Romagna. Le garantisce la Regione che, nell'ambito del progetto 'Mi Muovo', ha stanziato circa 2 milioni di euro per avviare il nuovo sistema e bandito una gara per l'acquisto di postazioni composte da stalli e relative biciclette: 800 quelle nuove, mentre e' previsto l'adeguamento per altre 200 in uso a Parma e Reggio. A gara conclusa, la Regione ha siglato oggi con i Comuni di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Carpi, Imola, Ferrara, Ravenna, Faenza, Forli', Cesena e Rimini un protocollo ad hoc.
L'obiettivo e' condividere tecnologia e regole per l'accesso al noleggio bici su tutto il territorio regionale (circa 1000 i mezzi complessivamente a disposizione), superando cosi' la disomogeneita' dei sistemi di gestione di ''bike sharing'' attualmente in uso.
"Con quest'operazione si inserisce un'ulteriore modalita' di spostamento nel sistema regionale di bigliettazione integrata, puntando al tempo stesso a una sempre piu' forte interconnessione tra i diversi mezzi di trasporto pubblico" ha spiegato Alfredo Peri, assessore alla Mobilita' e Trasporti precisando che "ai cittadini viene offerta la possibilita' di utilizzare ancora di piu' per i propri tragitti, soprattutto in ambito urbano, un mezzo semplice, rapido e altamente sostenibile. Si tratta di una 'buona pratica' gia' in vigore in Emilia-Romagna, dove l'uso della bici per la mobilita' nelle citta' e' al 10%, mentre la media nazionale e' del 5%". Quando il sistema 'Mi Muovo' sara' a regime, "in regione - ha concluso Peri - ci si potra' spostare su bus, treni e bici a noleggio con un'unica tessera".
In base al protocollo, la Regione si fa carico della fornitura delle biciclette complete di postazioni e del sistema di monitoraggio in tempo reale, attraverso un rapporto di comodato gratuito con i Comuni aderenti che provvederanno alle installazioni necessarie vicino alle stazioni ferroviarie e in altre zone ritenute prioritarie. I Comuni che firmano il protocollo si impegnano infatti a identificare i luoghi dove saranno collocati gli stalli e a gestire tutte le operazioni necessarie (pratiche per l'autorizzazione, opere civili e impiantistiche, allacciamenti elettrici alla rete pubblica e prese per la fornitura dell'energia) entro quattro mesi dalla data di approvazione del progetto esecutivo.
Alla Regione spetteranno invece le spese di manutenzione per i primi due anni di funzionamento, ad eccezione di quelle per la fornitura di energia e per rimediare a eventuali atti vandalici alle attrezzature. Il sistema 'Mi Muovo in bici' potra' essere rafforzato stanziando altre risorse all'interno dei prossimi Accordi di programma per la mobilita' sostenibile (2011-2013).
I sistemi di noleggio biciclette dei Comuni di Parma e Reggio, che attualmente aderiscono a 'Bicincitta'', verranno adeguati per poter essere utilizzati con il biglietto unico 'Mi Muovo'. La citta' di Bologna, dove il bike sharing funziona gia' con la 'chiave', si sta attrezzando, attraverso fondi ministeriali, per acquisire altre 1000 biciclette utilizzabili con un sistema elettronico autonomo, compatibile pero' con 'Mi Muovo'.
DA ADNKRONOS
Domani prova percorso a Massa Marittima (GR)

L'anno scorso mi sono decisamente innamorato del percorso della gara internazionale di Massa Marittima di cross country; secondo me bellissimo, in una zona che per il mountain bike è semplicemente un gigantesco parco giochi, tracciato niente meno che da Frischki.
L'anno passato ho corso come Elite, ed ero anche andato bene, rimanendo il lotta per entrare nei primi 20 assoluti, nella gara vinta da Florian Vogel; mentre quest'anno sono sicuramente meno "cattivo" con la mia nuova tessera da Master 1, ma intanto un pochino mi sono allenato e non voglio partire per arrivare ultimo, altrimenti non mi diverto nemmeno.
Ho decantato cosi tanto questa gara a tutti i biker che conoscevo che alla fine domani bisogna fare una spedizione e andare a vedere il percorso; sono sicuro che piacerà anche a chi si allena con me: siamo sempre in caccia di passaggi tecnici da brivido, e li a Massa sicuramente non mancano. Coglieremo poi l'occasione per infilarci nei boschi circostanti equipaggiati dal mio nuovo Garmin cartografico, cosi vediamo quanti giorni ci mettiamo a uscire dalla Maremma Grossetana in mountain bike.
venerdì 29 gennaio 2010
Storia - Una bici per Coppi
DAL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
CASERTA - All’epoca non era ancora «un uomo solo al comando», ma uno dei tanti soldati del fronte d’Africa, un reduce di cui si erano perse le tracce. Fausto Coppi aveva già vinto il suo primo Giro, nel ’40, poi però la partenza per la guerra lo aveva eclissato, al punto che non pochi lo credevano morto. Catturato dagli inglesi in Tunisia, era stato trasferito a Caserta, in una base della Raf, dopo lo sbarco alleato a Salerno. A scovarlo fu Gino Palumbo, a quei tempi giovane cronista sportivo, che fece pubblicare un appello nei primi mesi del ’45: date una bici a Fausto Coppi, così che possa tornare ad allenarsi. Forse non erano in molti, nella Campania disastrata dell’immediato dopoguerra, a ricordare il fragile gregario che pochi anni prima aveva inaspettatamente chiuso il Giro in maglia rosa.
IL PRIGIONIERO DI GUERRA E IL FALEGNAME - Giuseppe D'Avino, trentenne falegname di Somma Vesuviana, aveva una sua mania per il ciclismo, e d’altronde in famiglia si noleggiavano bici ai contadini, in cambio di frutta e ortaggi freschi. Così Giuseppe montò in sella a una Legnano, per consegnarla a Caserta ai custodi britannici del Campionissimo. Non un gesto da niente, privarsi di una Legnano, nell’Italia di «Ladri di biciclette». È entrato nella storia del ciclismo, l’incontro tra il falegname e l’«omino con le ruote» degradato a «prisoner of war»: uno scampato, Coppi, ancora segnato dai postumi della malaria, malattia che aveva contratto in Africa e che quindici anni dopo lo avrebbe stroncato. L’episodio è incluso da Gianni Brera nella sua biografia coppiana, e lo ricorda, tra gli altri, il volume di William Fotheringham uscito di recente in Italia per il cinquantennale della morte del leggendario campione (edizioni Piemme).
LA RICONOSCENZA DI COPPI - La storia è stata spesso raccontata: la riconoscenza e la commozione del prigioniero Coppi di nuovo in sella, la sua fuga dalla guerra, con un’epica pedalata dalla Campania a Novi Ligure, dove nei giorni della Liberazione la famiglia non aveva ancora sue notizie. Giuseppe è scomparso negli anni Ottanta: Angelo, uno dei figli di quel falegname, è oggi preside a Napoli, all’istituto Vittorino da Feltre. Franco, il primogenito, fa l’elettricista. «Coppi mantenne un legame con mio padre», racconta Franco. «Anche negli anni dei grandi trionfi, non mancava di venirci a trovare al termine delle tappe campane del Giro. Figuriamoci cosa poteva significare, per una famiglia di artigiani dell’epoca, avere un privilegio del genere. Quando andò a Caserta, mio padre non pensò che un giorno Coppi sarebbe diventato una star mondiale. Tant’è che non ha conservato neppure una foto o un autografo».
LA DOMANDA CHI VUOL ESSERE MILIONARIO - Per ripagare quel vecchio debito, il Campionissimo aveva promesso di regalare una bici da corsa proprio a Franco, quando il ragazzo avrebbe compiuto diciotto anni. Ma non ci fu il tempo, perché nel ’60 sopravvenne la tragedia che tutti conosciamo. «L’altro giorno», dice Franco D’Avino, «Gerry Scotti ha letto una domanda su mio padre, a ‘‘Chi vuol essere milionario?’’. La domanda parlava di un ‘‘falegname di Grumo Nevano’’ che legò la sua storia a un personaggio leggendario». Nel quiz, la provenienza del falegname era dunque errata, seppure di pochi chilometri. E la giovane concorrente, alle prese con lo sconosciuto «falegname», ha fatto ricorso a Google per capire a quale personaggio fosse legato. Senza risultati: su internet, ma anche nella pubblicistica di genere, è difficile trovare riferimenti esatti a questa storia.
Luigi Mosca
DAL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
Ancora problemi al dito
Un dito della mano rotto è più noioso di quello che pensavo; dal 3 Gennaio la situazione è parecchio migliorata ma rimane abbastanza gonfio, e se in bici da corsa non fà male in mountain bike non ci riesco proprio ad andare. Questo mi dispiace perchè qui in zona ci sono già diverse gare - penso nettamente in anticipo rispetto al resto d'Italia - di mtb con percorsi vallonati in circuito, ma non ci posso andare finchè non sarà guarito il dito; mi toglieranno la stecca il 4 Febbraio, e li mi diranno se và tutto bene, perchè non ne sono molto sicuro che sia normale un gonfiore cosi dopo 3 settimane.
Per le gare in bici da corsa invece per ora, dopo che ho fatto 2° alle Spianate di Altopascio, ho abbandonato un pò perchè sono tutte in pianura per ora, e non mi ci diverto molto. Se ci fosse bel tempo sarò alla partenze sabato a Galleno; ma ripeto solo se c'è bel tempo, perchè di pioggia credo di averne già presa troppa quando facevo Giro del Mediterrano, GP Haribo e Tour du Var.
giovedì 28 gennaio 2010
Ecco gli azzurri per le sfide iridate in programma a Tabor sabato e domenica prossimi

DA FCI
Sabato 30 e domenica 31 gennaio la città di Tabor, nella Repubblica Ceca, ospita i Campionati del Mondo di Ciclocross. In palio i titoli iridati delle categorie juniores, under 23, élite uomini e delle donne élite. Sono iscritti 240 atleti in rappresentanza di 22 nazioni. Le gare si svolgeranno su un circuito lungo 3.300 metri, abbastanza nervoso e indubbiamente molto veloce. Per l’evento clou della stagione ciclocrossistica il Direttore Tecnico Fausto Scotti ha convocato i seguenti atleti:
UOMINI JUNIORES: Francesco Acquaviva (Iron Metal Cicli Protek), Rudy Lorenzon (Rinascita Ormelle Pinarello), Nicolas Samparisi (D.D. Team Della Bona C Damiani), Pietro Santini (Team Ambra Cavallini Vangi), Fabio Alfonso Todaro (S.C. Cadrezzate).
UOMINI UNDER 23: Cristian Cominelli (Tx Active Bianchi), Bryan Falaschi (Selle Italia Guerciotti), Domenico Maria Salviani (C.T. Gr. Made Tamburini Tss A&V), Elia Silvestri (Selle Italia Guerciotti Elite), Matteo Trentin (Marchiol Orogildo Pastamontegrappa)
DONNE ELITE: Eva Lechner (Centro Sportivo Esercito – Team Colnago Arreghini Filago),
UOMINI ELITE: Marco Bianco (L'Arcobaleno Carraro Team – Centro Sportivo Esercito), Marco Aurelio Fontana (Cannodale Factory Racing), Enrico Franzoi (Bkcp – Powerplus), Luca Damiani (Kenda Pro Cycling Team), Fabio Ursi (Centro Sportivo Esercito – Asd Vc Aran Cucine Cogem Bls).
Fausto Scotti si avvarrà della collaborazione tecnica di Luigi Bielli. “L’ultima volta che abbiamo provato questo circuito non c’era la presenza di neve e di ghiaccio, ma la caratteristica principale è che risulta in ogni caso molto veloce – commenta il Direttore Tecnico –. Alla competizione iridata saranno infatti le condizioni climatiche a dettare legge sul percorso e quindi sull’andamento della corsa. Gli azzurri comunque sono preparati ad affrontare qualsiasi tipo di circuito e condizione atmosferica”.
Non partecipano ai Campionati del Mondo le atlete Vania Rossi ed Evelyn Staffler per motivi di salute.
DA FCI
Il programma dei Campionati del Mondo ciclocross in Rep. Ceca

Sabato 30 gennaio
Uomini juniores: partenza ore 11
Uomini under 23: partenza ore 14
Domenica 31 gennaio
Donne élite: partenza ore 11
Uomini élite: partenza ore 14
DIRETTA TV: Domenica 31 gennaio 2010 diretta su Rai Sport Più della gara uomini élite dalle 14.00 alle 16.30 con sintesi di un'ora e mezza dedicata alle altre prove.
martedì 26 gennaio 2010

Purtroppo dobbiamo condividere con voi una tragica notizia che ci ha sconvolto.
Sabato 23 Gennaio il nostro presidente Lino Gastaldello è stato vittima di un incidente mentre faceva il suo solito, amato giro in bicicletta.
E’ stato travolto da un’auto e dopo i primi soccorsi è morto in ospedale. Aveva soltanto 71 anni.
Lo ricorderemo come un uomo instancabile e appassionato al suo lavoro, sostenitore del ciclismo a livello amatoriale e professionistico.
Una persona fantastica che ha dedicato tutta la sua vita alla passione per il ciclismo.
Resterà nei nostri cuori per sempre.
sabato 23 gennaio 2010
venerdì 22 gennaio 2010
Un'ora tutti i giorni
E' il mio obiettivo per allenarmi un pochino, giusto per non morire sulla bici la domeniche alle garette locali, e per mantenermi un pò in forma. E' scontato che in bici bisognerebbe fare tante ore; quando ero prof non scendevo mai sotto le 3 ore al giorno, con un giorno di distanza che facevo una volta ogni 3 settimane di 8 ore d'allenamento, come punta massima. Però non è nemmeno vero che se non si esce in bici per almeno 3 non si è fatto nulla, sopratutto mantenendo una certa continuità giornaliera. Ora come ora io posso solo uscire nella pausa pranzo (e questo mi aiuta anche a dimagrire un pò...), e cerco di sfruttare al meglio la mia oretta di allenamento: dopo 1km sono già sulle prime rampette che portano a San Miniato alto, e poi faccio vari piccoli pezzi a diverse intensità, un pò in piano e un pò in salita. In questo modo non avrò mai una grande resistenza sulle gran fondo, ma sicuramente per le corse classiche da 60km sono più che a posto.
Soprattutto ora che non sono più sportivo professionista trovo che 1 ora al giorno di attività faccia cose enormi in fatto di salute e star bene.
Applicazione ridicola della legge
DA CYCOM
L'uomo ha buttato la contravvenzione e ora dovrà pagarla raddoppiataCade in bici, si fa male alla testa
e viene multato: guida pericolosaUn 47enne stava portando le pizze e quindi teneva il manubrio con una mano sola
TRENTO - Una serie di sventure concentrate in pochi minuti: cade dalla bicicletta, si fa male alla testa e viene multato per aver tenuto il manubrio con una mano sola. Poi butta la contravvenzione per la rabbia e questa, come di norma, raddoppia. È tutto successo a Trento a un uomo di 47 anni.
PORTAVA LE PIZZE - La vicenda - raccontata dallo stesso protagonista ai quotidiani locali - ha inizio nel maggio scorso quando l' uomo, dopo aver comprato delle pizze d'asporto, tornando a casa in bicicletta, forse a causa di una buca, perse il controllo del mezzo cadendo e battendo la testa sull'asfalto. Sottoposto agli accertamenti al pronto soccorso, fu dimesso. Dopo un paio di settimana a casa dell'uomo si presentò un funzionario della Polizia municipale per raccogliere la sua testimonianza sull'incidente.
GUIDA PERICOLOSA - Dopo due mesi la sorpresa finale sotto forma di una raccomandata contenente una multa di 38 euro per guida pericolosa. Ma la disavventura del ciclista non è finita: stracciata la multa dalla rabbia senza fare ricorso, ora si vedrà recapitare una cartella esattoriale con una somma doppia rispetto alla multa, fanno sapere dalla Polizia municipale. (Fonte Ansa)
DA CYCOM


