
DA MAREMMACUP
Il campione del mondo Nino Schurter ha onorato la sua maglia iridata vincendo il Campionato d’Inverno in una giornata grigia… a Massa Marittima, nella seconda giornata di “XX Maremma Cup”. Al femminile il successo è arriso alla campionessa italiana Eva Lechner mentre tra gli junior Andrea Righettini si è reso autore di un’autentica passerella infliggendo al secondo oltre 4’
È stata una giornata intensa che ha visto impegnati master, junior ed èlite con gare tutte molto spettacolari e con un tracciato impegnativo “disegnato” dall’ex campione del mondo Thomas Frischknecht, con partenza ed arrivo dallo stadio di Massa Marittima.
Avvincente la gara open maschile con il campione italiano Marco Aurelio Fontana pronto a scattare al comando, insidiato dal campione del mondo Schurter. Dopo alcune scaramucce l’elvetico è passato al comando ed al quarto dei sei giri ha allungato, quel tanto da arrivare poi sul traguardo in scioltezza con 21” proprio sull’azzurro. Mai messo in discussione, invece, il terzo posto conquistato dallo svizzero Ralph Näf davanti ad un convincente Tony Longo.
La gara femminile si è risolta a favore della Lechner che ha potuto contare sulla collaborazione della compagna di squadra Nathalie Schneitter. L’altoatesina è partita molto veloce, poi si è accodata la Schneitter la quale però al secondo giro ha forato, ha cambiato ruota perdendo molto tempo e posizioni. Il giro successivo ha forato pure la Lechner, ed è stato a quel punto che la Schneitter le ha passato la ruota lanciandola verso il successo.
Tra gli junior, per Andrea Righettini è stata un’autentica passerella, sempre e da solo al comando, capace di chiudere con oltre 4’ sul secondo, Roger Waldner.
CLASSIFICHE:
Open Maschile
1) Schurter Nino Scott Swisspower 1.48.29; 2) Fontana Marco Aurelio Cannodale Factory Racing 1.48.50; 3) Naef Ralph Multivan Merida Biking Team 1.50.44; 4) Longo Tony Team Full-Dynamix 1.51.08; 5) Vogel Florian Scott Swisspower 1.52.17
Elite Fermminile
1) Lechner Eva Colnago Arreghini Sudtirol 1.48.00; 2) Saner Guinchard Marielle Team Bikepark.Ch 1.49.48; 3 Hurikova Tereza Team Trek Lorca Taller 1.51.48; 4) Pollinger Judith Sunshine Racers Asv Nals 1.55.49; 5) Pointet Virginie Team Bikepark.Ch 1.56.34
Junior Maschile
1) Righettini Andrea L’arcobaleno Carraro Team 1.36.21; 2) Walder Roger Scott Swisspower 1.40.35; 3) Panzeri Roberto Axevo-Alba Orobia Bike Asd 1.43.12; 4) Knapp Maximilian Sunshine Racers Asv Nals 1.44.26; 5) Santini Pietro Team Ambra Cavallini Vangi 1.46.07
Junior Femminile
1 Mitterbauer Lisa Team Bikepark.Ch 1.08.44; 2) Bulleri Alessia Elba Bike 1.13.16; 3) Corti Miriam Cbe Merida Asd 1.15.43; 4) Tanner Julia A.B.C. Egna Neumarkt 1.16.41; 5) Widmann Veronika A.B.C. Egna Neumarkt 1.19.53
Elite Sport : 1) Capponi Stefano A.S.D. F. Moser Cycling Team 1.15.50
Master 1: 1) Balducci Mirco Team Galluzzi Acqua E Sapone 1.14.32
Master 2: 1) Modesti Dimitri Team Todesco 1.17.51
Master 3; 1) Casagrande Francesco A.S.D. Cicli Taddei 0.55.58
Master 4: 1) Perini Gilberto Staff Bike 2000 0.59.19
Master 5: 1) Stefani Fabrizio Pedali Di Marca Team Performance 1.04.59
Master 6: 1) Burzi Massimo Scott-Pasquini Stella Azzurra 1.06.42
Master Women: 1) Roberti Cristina A.S.D. Cicli Taddei 1.14.22
Master Spwomen: 1) Mancini Lucia Asd Ciclissimo Bike 1.16.08
DA MAREMMACUP
venerdì 5 marzo 2010
A Massa Marittima vince Schurter
Ciclisti accoltellati da pastori
DA IL GIORNALE DI RAGUSA
Acate - Un incredibile storia successa ieri pomeriggio sulla 115, vicino al bivio per Macconi e che nel breve volgere di qualche minuto ha visto padre e figlio, entrambi pastori ed entrambi gelesi, accoltellare quattro ciclisti gelesi che si erano lamentati perché la strada era ostruita dal loro gregge.
E’ successo a Pezza di Rizzo; ha fatto scattare le manette ai polsi di Emanuele Curvà, 56 anni e del figlio Benedetto, pregiudicato 26enne. I due, intorno alle quattro e mezzo del pomeriggio, hanno avuto un violento diverbio con quattro ciclisti che stavano pedalando nella zona e che cercavano di evitare il gregge che stava attraversando al strada. Evidentemente è volata qualche parola di troppo e i due Curvà hanno pensato male di brandire coltello e bastone colpendo violentemente i quattro, tanto da costringerli alle cure del Pronto Soccorso del Guzzardi.
Ad uno dei quattro, un operaio di 56 anni, come detto di Gela, i medici hanno diagnosticato una profonda ferita al collo provocata dal coltello, con il ricovero necessario in chirurgia; stessa sorte per un impiegato 38enne che ha riportato trauma cranico e una ferita alla fronte, anche lui ricoverato in chirurgia a Vittoria.
E’ andata meglio ad un 28enne che ha riportato solo contusioni e se la caverà in una settimana mentre il quarto ciclista, un impiegato di 38 anni, è stato ferito alla fronte ma se la caverà in otto giorni. Padre e figlio, adesso, sono in carcere a Ragusa ed ai magistrati dovranno rispondere di tentato omicidio in concorso e lesioni personali aggravate
DA IL GIORNALE DI RAGUSA
giovedì 4 marzo 2010
7° a Massa Marittima (GR) mtb

La mia pedalata domenica in gara era più o meno in linea con ciò che mi aspettavo, sul legnoso andante! Al mattino alle 9 il terreno era di uno scivoloso incredibile: l'idea che avevo io era di guidare su un fondale marino, con tutte le pietre levigatissime e scivolose come sull'olio. Non c'era gomma che tenesse, nemmeno il tubolare Geax che avevo montato mi dava sicurezza.
Ma quanto parlano i master in gara! Domenica mi stavo pentendo di non aver fatto più la tessera elite....continuavo a sentire da dietro "dai,dai", "spostati", "fammi passare"...poi li facevo passare, e uno mi è caduto davanti, un'altro dopo 100m si è piantato che quasi quasi scende a piedi...non capisco tutta questa smania nervosa; in confronto nella gara elite delle 14:00 sembrava che non volasse una mosca; forse gli elite sono più impegnati a pedalare che non a guardare quello che fanno gli altri, e hanno anche tecnica sufficiente per riuscire a superare qualcuno senza rompergli le scatole con urli e imprecazioni varie. Io intanto proseguivo, sempre intorno alla 5°-8° posizione; trovavo gente sdraiata in terra, altri con cambio e catena in mano, ma su per giù rimanevo nella stessa posizione perchè al 2° giro ho accusato lo sforzo della partenza ed ero piuttosto lento; anzi, proprio piantato per bene.
Il culmine del nervoso mi è salito, dopo 2 giri con gente alle spalle che chiedeva strada ma che poi quando mi scansavo non riuscivano a superare perchè avevano speso tutte le forze per urlare, quando sento dietro uno che per mezzo giro intero mi dice "dai,dai". Ad un certo punto ho iniziato a urlare io, "meno pasticche prima della gara!", e l'ho detto proprio (senza volerlo perchè era dietro e non sapevo con chi stessi parlando) a Massimo Folcarelli, il quale se l'è presa cosi tanto che dopo che mi è finalmente riuscito a superare l'ho sentito bestemmiare ancora 3km avanti. Evidentemente per prendersela cosi non ero andato tanto lontano dall'azzeccarci.
Comunque a me poco importa; io all'ultimo giro di colpo mi sono sbloccato e ho iniziato a prendere il ritmo giusto (un tantino in ritardo...), ed ho recuperato parecchio, almeno 2 posizioni con distacchi piuttosto grandi. In discesa però ho sempre perso tanto, perchè per infilarsi bisognava farlo un pò "a cattivo", di spallata, la strada era stretta, e non mi sembrava il caso di andare a spintonare per un 7° posto. Stavo dietro e quando trovavo un buco passavo.
L'organizzazione ha avuto più di una pecca, troppe rispetto alla caratura della gara. Hanno iniziato molto male al mattino quando i giudici non volevano far partire gli amatori che non si erano pre-iscritti; io l'iscrizione l'avevo fatta su sito della Federazione come da regolamento, con bonifico anticipato, ma sul sito avevano scritto che era possibile iscriversi anche sul momento. Dicevano che non era vero ma l'avevano letto tutti, io compreso anche se non mi sono fidato, ed ho fatto bene infatti.
Hanno proseguito con ritardi piuttosto ingenti sulla tabella di marcia; ma infatti sarebbe stato impossibile pensare come da programma che una gara si sarebbe conclusa in 1h15' e subito dopo sarebbe partita un'altra gara; ci sono tempi di arrivo e di ripartenza che non erano considerati per niente, e cosi ritardo su ritardo alla fine gli elite al pomeriggio sono partiti un'ora dopo.
i pettorali sono stati dati anche un pò a casaccio, e cosi non si sapeva a che categorie corrispondessero i vari partecipanti; questo all'arrivo ha causato notevoli difficoltà ai giudici, che poi hanno sbagliato - come era facilmente immaginabile visto le premesse - diverse posizioni.
A me comunque come gara è piaciuta, anche se bisogna avere le gambe per star davanti, altrimenti su percorsi difficili cosi si rimane sempre intrappolati in vari gruppetti come è successo a me, e non sarebbe nemmeno troppo male se non ci fossero tipi esaltati che si buttano dentro da tutte le parti. La parte più bella comunque è stata fermarsi a vedere Schurter e Fontana al pomeriggio, che hanno dato veramente spettacolo!
venerdì 26 febbraio 2010
Professionisti senza casco

Anche domenica alla gran Fondo del Montalbano c'erano diversi professionisti ad allenarsi, e tutti come sempre senza casco. Una brutta abitudine, visto che c'è persino gente che l'estate scorsa ha rischiato di aprirsi la testa in due, ma non si mette il casco ugualmente; ed un pessimo esempio per i più giovani.
Quando correvo ho domandato spesso il perchè i miei colleghi fossero cosi restii a mettersi il casco; io non lo capivo allora e non lo capisco assolutamente nemmeno ora quale possa essere il problema, visto che me lo sono sempre messo da quando avevo 7 anni a oggi. Le motivazioni ce ho raccolto sono comunque buffe: tra le più accreditate è il problema dell'abbronzatura, ovvero mettendo il casco tutti i giorni potrebbe far rimanere i segni dell'abbronzatura dei laccetti; come dire che gli sciatori devono far pratica senza occhiali, altrimenti gli rimane il segno. Altra motivazione piuttosto buffa è stata quella della temperatura, ovvero che il casco "terrebbe caldo". Questa è veramente un balla colossale, anche perchè è l'esatto opposto: il casco fà le veci del vecchio berretto e blocca almeno in parte i raggi del sole; i caschi moderni oltretutto pesano come un berretto e sono aereatissimi. Alcuni poi non mettono il casco eslusivamente per fatto estetico, ovvero dicono che col casco sono brutti, quindi meglio belli che poi al limite se ci si rompe la testa si sta un pò di tempo bendati come una mummia egizia e passa tutto.
Rimango poi stupito dal fatto che i professionisti, i quali hanno tutti almeno 10-15 anni sula bicicletta alle spalle, ignorino totalmente esperienze passate che sicuramente in un lasso di tempo cosi grande avranno avuto tutti. Io per primo se non avevo sempre in testa il casco penso che sarei già morto 2 volte: la prima quando, andando in discesa mi si è spezzata la forcella; la seconda quando andando a passeggio sono stato investito da un'auto ad uno stop, e cadendo sono finito nell'altro corsia incastrandomi con la testa sotto ad un'altra auto che si è riuscita a fermare diciamo 10cm troppo tardi. Ma quei 10cm l'unico danno che hanno fatto è stato di spezzarmi il casco.
giovedì 25 febbraio 2010
Programma prossime gare

Quest'anno mi sono impegnato a pieno su 2 fronti: da un lato mi sono iscritto alle gran fondo su strada del brevetto Toscano e delle gran fondo degli Assi; su strada il nostro gruppo sportivo è piuttosto numeroso e quanto mai affiatato, per questo l'impegno alle gare viene praticamente da sè, quando siamo tutti insieme in gruppo. Dall'altro ho voluto continuare con la mountain bike, iscrivendomi alla Coppa Toscana, ma sopratutto voglio partecipare a gare singole cross country, e poi al Tour de France Vtt. Anche con il mountain bike quest'anno siamo partiti con una squadre, molto più scarna che quella stradista, ma siamo agli inizi e comunque ci divertiamo parecchio tra gare, prove percorso e gite.
Inizio a pensare però di essermi assunto un pò troppi impegni con tutte queste gare in programma! Domenica sarò al via alla Maremma Cup di Massa Marittima (GR), gara cross country, di quel cross country vero piuttosto tecnico; la domenica dopo, 7 marzo, sono già iscritto alla Gran fondo su strada in Umbria della Valtopina, e quella dopo ancora inizierà la Coppa Toscana mtb a Monteriggioni (SI).
Sempre a tutta.
Rubata la bici di Delio

Il numero di furti di biciclette è sempre più impressionante; bici di tutte le specie e tutte le razze: citybike, mountain bike, biciclette da corsa. Ogni giorno si sente di furti di bici da passeggio, ogni giorno si legge di furti di costose bici da corsa.
I ladri non hanno nessuna remora, arrivano a rubare in posti inauditi, come 2 anni fà quando hanno rubato a me personalmente una mountain bike davanti alla porta d'ingresso del negozio.
Questa volta è toccato al povero Delio, cultore della bicicletta e ciclista da decenni. Instancabile sulle lunghe distanze, l'uomo che negli ultimi anni ha trovato nell'Eroica il suo punto focale della stagione, ora è appiedato dal furto della sua nuovissima bici Daccordi Grinta blu. Bici tra l'altro riconoscibilissima, personalizzata al momento della costruzione e della verniciatura, e che quindi molto probabilmente sarà smerciata all'estero.
martedì 23 febbraio 2010
A San Miniato un'opera per ricordare Ballerini

DA ILREPORTER.IT
Si chiamerà "Pinocchio in bicicletta" l'installazione intitolata alla memoria di Franco Ballerini, ct della nazionale di ciclismo recentemente scomparso in un incidente di gara durante un rally, che verrà inaugurata il prossimo 28 febbraio a San Miniato Basso, in provincia di Pisa.
La proposta di intitolare l’opera a Ballerini rientra nell’ambito delle iniziative “Aspettando la Tirreno Adriatico”. Proprio da San Miniato infatti partirà la terza tappa della nota gara ciclista il prossimo 12 marzo.
L'opera, voluta dall'amministrazione comunale e dalla Consulta di San Miniato Basso, sarà collocata in piazza Ruggini.
DA ILREPORTER.IT
lunedì 22 febbraio 2010
In gruppo alla Gran Fondo del Montalbano
Secondo alla Gran Fondo del Montalbano a Pistoia è stato un pasticcio l'arrivo del percorso medio, 500m dopo il bivio che divideva i due percorsi, lungo e per l'appunto medio. La gara è stata tutta giocata un pò sull'attesa, data da chi avrebbe poi fatto gara vera nel finale del percorso lungo, mentre per chi come me voleva farsi la sua corsa sul medio di 85km - distanza dichiarata tra l'altro sbagliatissima: erano 77km, ben 10% di errore - è stato costretto ad una gara di gruppo con volata finale, nonostante un bel percorso vario.
Io ho chiuso 26° assoluto in una volata strana, appena svincolati e divisi dal gruppo che ha proseguito per il lungo; la corsa aveva il primo punto di selezione sulla salita del Pinone, lunghetta ma non dura, ed infatti nella pianura che seguiva ci siamo ricompattati in tantissimi, credo circa 150, ad inseguire la fuga di 7-8. Di seguito si saliva San Baronto da Vinci, più un falso piano che una vera e propria salita, che ha fatto pochissima selezione; la discesa è stata brutta, da fare in continua tensione nervosa perchè c'erano delle macchie di bagnato che si trovavano abbastanza improvvise dietro alle curve, e sono state diverse le scivolate.
Nel totale mi sono divertito poco, in una giornata dove siamo stati a darci spallate per tenere le posizioni in gruppo per il 50% della gara, e penso che si faceva meglio a fare il percorso lungo, anche se il divario tra i due tracciati era tantino, quasi il doppio. Solo che per fare il lungo non basta avere 1 ora al giorno di allenamento alle spalle come ho io attualmente, e rischiavo di fare una gran botta nel finale.
Comunque la gara è sempre il miglior allenamento, e per domenica prossima mi sono iscritto alla Maremma Cup in mountain bike, gara che smanio di fare anche se mi costringe ad una levataccia clamorosa al mattino, grazie ad un percorso che mi piace tantissimo.
venerdì 19 febbraio 2010
Si fanno i nomi di Bartoli, Fondriest e Bettini come C.T.
da SUI PEDALI
Franco Ballerini è scomparso improvvisamente lasciando un vuoto incolmabile non solo a livello sportivo, purtroppo però si deve pensare al futuro e così l’attenzione si deve necessariamente dedicare anche alla figura da posizionare al posto del compianto CT.
Chi sarà il prossimo CT della nazionale italiana di ciclismo? Il primo nome che è circolato è quello di Bettini, che proprio con Ballerini ha ottenuto le sue gratificazioni migliori (due mondiali e un’olimpiade). Ma secondo Fanini i due nomi su cui puntare sono Fondriest e soprattutto Bartoli.
DA SUI PEDALI
giovedì 18 febbraio 2010
Intitoliamo il Palasport di Campo Marte a Gino Bartali
DA FISPORT.IT
Cordone (Lega Nord): ''Intitoliamo il Palasport di Campo Marte a Gino Bartali''
Mass media - 17/02/2010 18.14.37
Con tutto il rispetto per la grande figura di Nelson Mandela, riteniamo che siccome a Firenze non esiste una adeguata struttura sportiva intitolata al più grande campione sportivo fiorentino di tutti i tempi, il ciclista Gino Bartali, si debba intitolare al grande Gino il Palazzo dello Sport di Firenze al Campo di Marte.
Gino Bartali con le sue imprese sportive è entrato nell'epica dello sport e nel 1948 con la sua vittoria al Tour de France evitò la rivoluzione nel Paese (vedasi attentato a Palmiro Togliatti). Bartali durante la seconda guerra mondiale, in collaborazione con il grande Arcivescovo Elia Dalla Costa, ebbe il grande merito di aver contribuito al salvataggio di numerosi ebrei. Vista l'annosa vicenda del Museo del Ciclismo "Gino Bartali", ci sembra che Firenze si stia dimenticando del suo più grande Campione "Ginettaccio". E' giunta l'ora di ricordarlo adeguatamente, pertanto come sopra detto proponiamo che il Palasport di Firenze sia intitolato alla memoria di Gino Bartali.
DA FISPORT.IT
mercoledì 17 febbraio 2010
Floyd Landis hacker

DA SPORT.EXCITE
Pronto a tutto pur di tornare in bicicletta, ma se questo significa cercare di entrare nella rete dei computer del laboratorio di Chatenay Malabry per manipolare i dati di positività, allora i guai si fanno grossi. Lo sta ora pagando sulla sua pelle Floyd Landis, l'americano positivo al Tour 2006 per il quale il giudice Thomas Cassuto ha rilasciato un mandato di cattura internazionale dopo aver scoperto che il ciclista avrebbe cercato di ‘hackerare’ i computer con i dati delle analisi.
Il capo dell'agenzia francese antidoping Pierre Bordry in una intervista all'agenzia Reuter ha infatti dichiarato che: ‘Cassuto ci ha informato che il Tribunale di Grande Istanza di Naterra ha spiccato un mandato di arresto internazionale il 28 gennaio scorso, contro Floyd Landis, dopo che il computer del nostro laboratorio era stato attaccato dagli hacker’. Landis le aveva provate tutte per scagionarsi dall’accusa di doping, sia con perizie private sia con l’appoggio dei dirigenti della sua squadra, la Phonak, ma tutto era stato inutile, così l’unica via possibile, anche se logicamente illegale, era modificare i dati affinchè si riscontrasse un errore nei computer, ma il tentativo è stato smascherato.
‘Era stato convocato dal giudice - continua ancora Bordry - ma non si è presentato, di qui la richiesta di arresto internazionale’. ‘Sembra che Landis - conclude Bordry - volesse fare tutto il possibile per entrare nel nostro sistema computerizzato per cercare di provare che il laboratorio aveva sbagliato. Durante le indagini gli inquirenti sarebbero riusciti a rintracciare un network di hacker dietro l'ex corridore’.
DA SPORT.EXCITE
martedì 16 febbraio 2010
Gara di Larciano mtb

La gara di Cecina di Larciano mi ha stupito, per organizzazione e per adesione di partecipanti: 160 partenti su un percorso bello, durissimo e guidato.
Quando sono venuto in Toscana ho insistito molto in negozio per incrementare il settore mtb, seguendo un ragionamento molto semplice: al Nord il mountain bike và forte, prima o poi arriverà anche al Centro; e credo che ora sia arrivato: quest'anno a tutte le gare provinciali e regionali stanno facendo un mucchio di partenti, tanti quanto le corse su strada; il livello poi inevitabilmente si è alzato parecchio, ed ora fare risultato in Toscana è dura, bisogna andare forte, penso come in Lombardia o Veneto, niente di meno.
Domenica siamo partiti a fuoco come sempre, con ua bella rampa asfaltata talmente ripida che non si riusciva a tenere giù la ruota davanti, si impennava ad ogni pedalata. Io avevo una crisi immane addosso, non sono ancora allenato per correre il sabato su strada e poi la domenica in mountain, sicchè a metà rampa mi si è veramente piantata la bici in mezzo alla strada, e ho definitivamente abbandonato la mia 4°-5° posizione che mi ero conquistato alla partenza. Però ho continuato, al mio passo in posizione di mezzo gruppo, perchè il percorso meritava davvero: la 1° discesa era dritta piena di buche e canali dell'acqua, che facevano venire l'idea che il manubrio si girasse di 90° da un momento all'altro...ma a farla a cannone a freni aperti si guadagnava parecchio.
Le previsioni avevano dato neve, in realtà era tutto abbastanza asciutto. Io la gomma davanti l'ho sbagliata; ho messo un Vredestein tiger Claw per terreni duri, ma poi a forza di passaggi c'era un pò di fanghino e il davanti mi andava da tutte le parti; ma dietro mi ha veramente impressionato il tubolare della Geax: sulle ultime rampe durissime e umide, che in allenamenot ho fatto a piedi perchè si scivolava troppo, non ho perso nemmeno una pedalata. Una trazione incredibile; avevo altra gente affianco a me che saliva a piedi, e io continuavo senza nemmeno slittare un momento, nonostante avessi gonfiato un pochino duro, circa 2 bar. Credo veramente che il tubolare sia 2 scalini sopra alle altre gomme nel mountain bike, sia per aderenza che per peso. Prossiamamente ordinerò dei tubolari della Tufo, per provarli, perchè il disegno mi piace veramente tanto.
L'altro Giro, in bici per 1001 Miglia

DA VADO DI CORSA
Centouno miglia sono più o meno 1600 chilometri. Da fare in bici , ovviamente a tappe, tagliando in due l’Italia, da Milano a Todi per poi risalire. Si chiama 1001 Miglia, edizione numero due per il più lungo raid ciclistico d’Europa, un percorso cicloturistico attraverso le strade secondarie d’Italia per un dislivello complessivo di 20.000 metri. Tutto questo è stato presentato dagli assessori allo Sport e al Turismo della Provincia di Milano, rispettivamente Cristina Stancari e Stefano Bolognini e dal presidente Ari, Audax Randonneur Italia, Fermo Rigamonti. Sono già 340 coloro che si sono iscritti a un evento che coinvolge 25 nazioni, 7 regioni, 25 province, 142 comuni e 19 comitati di tappa dove sono previsti punti di ristoro per i partecipanti. I ciclisti seguono il percorso segnato in totale autonomia, rispettando il codice stradale, gestendo forze e tempo a proprio piacimento lungo l’intero percorso con un limite massimo di tempo di 135 ore e uno minimo di 58 ore. Il percorso si sviluppa attraverso la Pianura Padana seguendo il corso del fiume Po, per inoltrarsi sulla dorsale appenninica, evitando le salite più impegnative, per attraversare la parte centrale seguendo il Tevere e i laghi Trasimeno, Corbara e Bolsena; poi risale attraverso le terre del Senese e del Chianti, della Lucchesia e attraversare poi il Parco delle Cinque Terre per costeggiare il mar Ligure con conclusione attraverso le colline dell’oltre Po e la pianura che costeggia le risaie e i navigli, lungo le storiche vie d’acqua lombarde. Nella parte finale verranno percorsi 34 km di pista ciclabile della provincia di Milano che costeggiano l’Alzaia del Naviglio Pavese e il Naviglio Grande, per dare nuovo valore alle vie d’acqua di Milano e della sua provincia, in concomitanza con il tema proposto in occasione dell’Expo 2015: l’acqua. Nel 2008, su 220 al via, conclusero in 163. Il via quest’anno il 16 agosto da Nerviano, l’arrivo il 22.
Per informazioni www.1001migliaitalia.it
DA VADO DI CORSA
sabato 13 febbraio 2010
1° a Altopascio
Oggi alla mia seconda gara da master ho vinto. In queste corse tutta pianura che odio non vado niente male, anche se non mi piacciono, e faccio la mia gara in forma "assoluta", perchè delle categorie ci capisco poco ed in ogni caso non mi diverto per niente a star a pensare a che categoria appartengono questo e quello.
Oggi alle Spianate di Altopascio non volevo nemmeno partire, perchè ho dovuto lavorare a tutta corsa nella mattinata, ho mandato giù un piatto di gnocchi di patate perchè era l'unica cosa che cuoceva in 1 minuto, e poi sono andato alla partenza con meteo incerto, ancora sempre di corsa. Non avevo nessuna voglia di far fatica, e invece subito dopo 5km di gara ho visto davanti un bel gruppetto di 10 in fuga...non gli davo tante chance, cosi appena partiti, ma ho pensato che erano tanti ed era meglio essere presenti, sicchè sono scattato da solo (in compagnia solo dei gnocchi di patate che mi chiedevano di uscire), e sono rientrato. Questa fuga a cui non avrei dato nessun credito invece è andata all'arrivo, credo anche con un buon aiuto del mio compagno di squadra David che era rimasto in gruppo a rompere i cambi degli inseguitori.
Fatto sta che mi sono trovato davanti, nella fuga buona, e ho progettato di partire a 3km dell'arrivo e giocarmi le mie carte li; cosi ho fatto e ho vinto, in solitaria, con un centinaio di metri di vantaggio sugli inseguitori, ed ancora in compagnia dei gnocchi di patate che a questo punto mi stavano prendendo a pugni il fegato.
Continuo ad odiare queste corse piatte, anche se poi riesco a farci risultato.
Domattina cambio bici, e gara in mountain bike a Cecina di Larciano (PT).
Provato il percorso mtb di Cecina di Larciano (PT)

Domani, tempo permettendo visto che danno neve, sono a correre in mountain bike a Cecina di Larciano. La gara l'ho fatta anche l'anno scorso, quando ero stato sempre 3° assoluto fino all'ultimo giro, per poi forare a 3km dall'arrivo e finire 8°.
La gara, se è come l'anno scorso, non è che sia organizzata proprio alla grande, però il percorso è bello e merita; in più penso che anche in caso di cattivo tempo non ci sarà molto fango, perchè il terreno è duro e dovrebbe reggere bene.
La partenza è tosta, in salita, per 3km discontinui ma con tratti duri, su strada larga un pò ghiaiosa e un pò asfaltata, non tanto bela ma utile per "scremare". Il bello invece viene dopo, con un paio di discese tecniche e veloci, con canali scavati dall'acqua...c'è da pensarci insomma a lasciare del tutto i freni...Poi un bel apio di rampe due, ma veramente dure, una da fare a piedi sicuramente perchè con il passaggio del gruppo diventerà scivolosissima. 9km al giro, un bel cross country tosto. Merita di partecipare per fare questa discesa veramente bella, e anche per tutto il tratto sottobosco; facendola ad escursione anche il paesaggio non è niente male: il percorso è piuttosto in alto e offre un'ottima panoramica.
Oggi per iniziare a scaldarsi vado a fare la gara su strada di Spianate di Altopascio (LU), sullo stesso percorso dove 1 mese fà ho fatto 2°. Piatta come un biliardo. Odio le corse piatte, le ho sempre odiate, ma siccome siamo un bel gruppo con il G.S. Daccordi, e ci sarà da divertirsi, vado almeno a partecipare; intanto mi alleno un pò.
venerdì 12 febbraio 2010
Provato il percorso internazionale di Massa Marittima
Io sono innamorato del percorso di Massa Marittima. Si vede la mano "elvetica" nel disegnarlo...piuttosto stretto e tecnico, è un vero cross-country.
Ci sono stato domenica, con un terreno umido, assieme all'amico Max "Attila". Il percorso è guidato da subito, con partenza nel centro sportivo e subito dentro al parco in un tratto tortuoso che sembra quasi un ciclocross...un bel salto da un muretto da 1 metro circa, dove la mia Rock Shock ha picchiato in fondo nettamente, mentre quella di Max, che l'ha preso male ed è atterrato di punta, pensavo esplodesse o si rivoltasse all'insù...non so come abbia retto con tutti i suoi 80kg impuntati sulla ruota davanti....
Subito dopo si entra nel bosco, con una discesa parecchio ripida e a tornanti, dove l'anno scorso mi ha superato uno svizzero a velocità iperbolica, e no ho ancora capito ora come abbia fatto a girare le curve; questo pezzo era tutt'ora tracciato con tanto di materassi sugli alberi, e servono, perchè il terreno è duro e umido: nella frenatona prima delle curve ogni giro mi si bloccavano entrambe le ruote, cosi che sono state più le volte che mi sono appoggiato alla prima pianta che non quelle che ho girato per bene.
Subito dopo guado, e salita dura; la particolarità di Massa Marittima è che è molto tecnica, ma in salita: tutti sassi bagnati, scivolosissimi ed in quantità industriale, in certi punti è cosi difficile passare che si fà prima a piedi di corsa. E' veramente tosta salire in queste condizioni, soprattutto nella salita dell'arrivo, molto ripida...l'anno scorso me la sono fatta a piedi anche in gara, mentre domenica sorretto da una condizione che non pensavo sono salito agile senza problemi.
Il tratto divertentissimo è quello centrale, nel bosco, stretto e veloce fra gli alberi, in un leggero saliscendi: sia io che Max andiamo forte su questi tratti veloci, quindi abbiamo ingranato il 42-15 e tutti i giri l'abbiamo fatto a tutta birra...quasi da schiantarsi sugli alberi, perchè li il margine di errore è piuttosto basso, stretto e viscido com'è.
Il 28 febbraio di mattina presto sarò al via, per divertirsi alla grande, ma in questa gara magari anche per fare un bel piazzamentino.
VANCOUVER 2010: PER BOOKMAKERS INGLESI SARA' FLOP AZZURRO
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DA REPUBBLICA
Alle prossime Olimpiadi invernali, che si svolgeranno a Vancouver, in Canada, dal 12 al 21 febbraio, gli atleti italiani non godono di molto credito e vengono a loro attribuite scarse possibilità di vittoria. Tant'è che i bookie di Stanleybet quotano a 6,50 la probabilità che l'Italia ha di ripetere la prestazione della scorsa edizione dei Giochi, con 5 ori portati a casa. Per la compagnia di scommesse britannica il risultato migliore al quale poter aspirare è ottenere 3 piazzamenti sul gradino più alto del podio, offerto a 2.75, mentre 4 successi sono dati a 3.25. Del tutto improbabile l'eventualità che gli azzurri riportino più di 7 ori (21.00). Sta ora al forte temperamento tipicamente italiano cercare in tutti i modi di smentire i pronostici. Le speranze degli atleti del Belpaese si affideranno alla classe e al talento della pattinatrice Carolina Kostner che, sulla scia del successo ottenuto a Tallin, darà sicuramente il meglio di sè. Oltre alla neo Campionessa d'Europa bolzanina, molto attesi sono il plurimedagliato Armin Zoeggeler che, con il suo slittino, si è aggiudicato il nono titolo mondiale ed Enrico Fabris, che a Torino 2006 si è portato a casa ben 3 medaglie tra cui 2 ori.
Da non sottovalutare, infine, la caparbietà agonistica dell'ormai veterano Giorgio Di Centa, che a Vancouver sarà anche il portabandiera azzurro nella giornata inaugurale dei giochi Olimpici. Per il bookmaker inglese Stanleybet la possibilità che gli atleti azzurri hanno di deludere le aspettative dei molti appassionati italiani è elevata. Le quote proposte parlano chiaro e vedono 2 successi dorati offerti a 4.00, mentre un solo oro pagherebbe 7 volte la posta in gioco. Quotata a 10.00, infine, l'eventualità che addirittura gli atleti tricolore tornino a casa da Vancouver senza neanche un titolo iridato.
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giovedì 11 febbraio 2010
Maestro di Kung Fu ruba bicicletta
DA MILANO.REPUBBLICA.IT
Maestro di kung fu ruba bicicletta
e poi picchia i carabinieri: arrestato
I carabinieri lo hanno visto fuggire in bicicletta con una borsa a tracolla, mel centro di Milano, inseguito da una donna. Pensando che l'avesse scippata, a piedi hanno inseguito l'uomo da via Molino delle Armi fino a via Torino prima di riuscire a bloccarlo con l'aiuto di alcuni passanti. In realtà il ladro, di un maestro di kung fu cinese di 55 anni, regolare in Italia, le aveva sottratto proprio la bicicletta.
Prima di finire ammanettato, ha picchiato i militari approfittando della propria esperienza con le arti marziali, lasciandone uno a terra con una lesione al ginocchio giudicata guaribile in 15 giorni. Il cinese è stato arrestato per furto, resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale.
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