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Bici - incentivi : giallo sui conti in rosso
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Bici-incentivi, i conti non tornano. A due mesi dall’esaurimento degli 8 milioni e 750 mila euro destinati a sostenere i trasporti su due ruote, l’unica certezza sono i malumori scatenati dal provvedimento. E i dubbi. Molti rivenditori temono di non rivedere gli sconti anticipati, per ora di tasca loro, alla clientela: le domande inevase sono 10 mila. E l’intero meccanismo della prenotazione dell’incentivo è sotto accusa. I dati parlano chiaro: dal 13 al 15 maggio la crescita delle richieste di rimborso è passata dal 56 all’85%: un balzo tanto enorme quanto inspiegabile, visto che il sito a cui inoltrare le pratiche in quei giorni era del tutto inaccessibile. E al ministero già si parla di un’inchiesta interna.
I FATTI Tutto è andato bene fino a circa dieci giorni dall’avvio dell’iniziativa, quando risultava intaccato il 25% del fondo. È stato allora che c’è stato il primo blocco del sistema. Nel frattempo, i negozianti hanno continuato a vendere: in tre settimane (tanto è durato il fondo) sono state vendute 50.000 bici. Il che, considerando una media di 200 euro di incentivo per ogni mezzo (meno di un terzo del tetto massimo previsto, 700 euro), fa 10 milioni di euro: 1 milione e 250 mila euro più di quelli stanziati. Quando verranno rimborsati?
MINISTERO Ciò che meno si spiega, però, è come abbia potuto gonfiarsi il monte richieste di rimborsi, in due giorni, del 29%. Con il sito ko. Metro ha chiesto al ministero di conoscere la lista di marche e modelli più venduti, senza avere risposta.
IL BOOM Secondo Piero Nigrelli, responsabile dell’Ancma per il settore bici, una spiegazione c’è: «In quei giorni c’è stata una forte crescita di pratiche, che il sistema non è stato in grado di supportare». Nigrelli cita i numeri: «il 22 e il 23 aprile sul sito c’erano 200 accessi contemporanei, il 15 maggio invece 4.500. Solo il 17 maggio sono state inoltrate 17.500 pratiche. Questo, in sostanza, avrebbe rallentato il sistema consentendo lo stesso, a qualcuno, di entrare». E fare la parte del leone, come gira voce? (A.B.)
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lunedì 22 giugno 2009
I CONTI NON TORNANO SUGLI INCENTIVI SULLE BICI
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5 commenti:
Premetto che non volgio essere polemico e anzi sono felice che ci siano questi incentivi per incoraggiare la gente ad usare la bici...Non credo che comunque i rivenditori ci rimettano...al limite ci vanno pari...esempio: tempo fa (molto prima degli incentivi) ho chiesto un preventivo per una MTB, prezzo a listino € 5000, prezzo da preventivo € 3400, quindi ricevuto uno sconto pari al 32 % che il rivenditore non avrebbe incassato in nessun modo. Ora con l'incentivo e lo sconto del 30 % i rivenditori recuperano lo sconto dallo Stato e quindi (non so quanto sia il margine di guadagno di un rivenditore) guadagnano due volte (margine di guadagno + recupero del 30%). Quindi (capisco che tutti non compreranno bici da € 5000 ma lo sconto comunque si aggira in qualsiasi caso sempre sul 20-30%) a grandi linee male che gli vada ci vanno pari...e anche se gli accettano una pratica su due ci guadagnano un 15% in più rispetto a uno sconto normale...In definitiva con questi incentivi noi che compriamo (io ho acquistato una bici TREK da strada - pratica accettata al primo tentativo) abbiamo lo sconto dello Stato ma non abbiamo lo sconto del venditore...a me che ho acquistato la bici non è cambiato niente il venditore ci ha guadagnato un pò di più...Detto questo spero che la cosa si risolva alla svelta e che magari visto l'enorme successo si ripeta l'incentivo anche in futuro cosi sempre più gente potrà innamorarsi della bici..un saluto e in bocca al lupo per la tua stagione.
Alessio
Umbertide (PG)
non è proprio cosi semplice; uno sconto del 32% te lo applicano su bici che in qualche modo hanno perso valore, tipo fuori produzione o modello dell'anno prima, altrimenti marchi americani come quelli che hai citato tu, rinomati per i margini risicati che lasciano ai rivenditori,lasciano un marginino del 25% totale più o meno(notare che bisogna far rientrare le spese gestionali del negozio), per cui non c'è sicuramente spazio per sconti, a meno di non gonfiare precedentemente il preventivo per benino.
la fregatura viene in questo modo per il rivenditore: l'incentivo ha bisogno di una accettazione, successiva però alla consegna della bici; se l'incentivo non viene accettato, la bici è già stata consegnata, ed il 30% ce lo smena il rivenditore; in caso dei sopracitati marchi americani quindi và addirittura sotto al prezzo di acquisto! Ed il fatto è successo a tanti, ne abbiamo testimonianze, e per questo i rivenditori sono imbufaliti.
nel tuo caso poi di una bici di questo valore, l'incentivo era risicato, visto che il massimale era 700 euro.
se sono prorpio i commercianti imbufaliti ed ad augurarsi nella maggioranza dei casi che gli incentivi fatti in questo modo non avvengano più, è perchè proprio non c'è stato il guadagno decantato dalle istituzioni, anzi.
Il mio non è un attacco ai rivenditori sia chiaro...ripeto che io acquistando la bici trek ho risparmiato € 700...e sono più che soddisfatto sia della bici che dello sconto ricevuto...ci mancherebbe!!! La MTB a cui mi riferivo era una BIANCHI OETZI CARBON 2008 montata tutta Shimano XTR, ruote mavic C-max SLR 2008, componentistica ritchey WCS carbon, senza forcella sella e pedali che avrei recuperato dalla bici vecchia. Il preventivo l'avevo chiesto a giugno 2008.
Ho visto sul blog che eri alla Casentino Bike...c'ero pure io, solo che essendo molto più indietro di te (alla fine 446°) mi sono beccato l'acqua e la grandine pure in salita (dalla Verna in poi) e non avevo ne mantellina ne altro da mettere...Comunque è stata una delle più belle gare a cui ho partecipato e arrivare in fondo in condizioni così è stata una bella soddisfazione e un'esperienza unica per chi ama la MTB.
Alessio
si, senza dubbio la casentino bike è una delle più belle gare! peccato il tempo...
Salve a tutti.
Premesso che sono a favore degli incentivi (se ben organizzati e pianificati) e premesso che i rivenditori non devono assolutamente perderci. detto questo, gli incentivi nascono per farne beneficiare il compratore e non il venditore, altrimenti cade del tutto la definizione di incentivo. Il vendito re quindi può e deve incazzarsi se ci perde e se non gli viene restituita la somma, ma non se non ci guadagna più di quanto previsto (anche perchè con gli incentivi aumenta il numero di compratori e già questo dovrebbe soddisfare il venditore).
Gianni
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