
Anche domenica alla gran Fondo del Montalbano c'erano diversi professionisti ad allenarsi, e tutti come sempre senza casco. Una brutta abitudine, visto che c'è persino gente che l'estate scorsa ha rischiato di aprirsi la testa in due, ma non si mette il casco ugualmente; ed un pessimo esempio per i più giovani.
Quando correvo ho domandato spesso il perchè i miei colleghi fossero cosi restii a mettersi il casco; io non lo capivo allora e non lo capisco assolutamente nemmeno ora quale possa essere il problema, visto che me lo sono sempre messo da quando avevo 7 anni a oggi. Le motivazioni ce ho raccolto sono comunque buffe: tra le più accreditate è il problema dell'abbronzatura, ovvero mettendo il casco tutti i giorni potrebbe far rimanere i segni dell'abbronzatura dei laccetti; come dire che gli sciatori devono far pratica senza occhiali, altrimenti gli rimane il segno. Altra motivazione piuttosto buffa è stata quella della temperatura, ovvero che il casco "terrebbe caldo". Questa è veramente un balla colossale, anche perchè è l'esatto opposto: il casco fà le veci del vecchio berretto e blocca almeno in parte i raggi del sole; i caschi moderni oltretutto pesano come un berretto e sono aereatissimi. Alcuni poi non mettono il casco eslusivamente per fatto estetico, ovvero dicono che col casco sono brutti, quindi meglio belli che poi al limite se ci si rompe la testa si sta un pò di tempo bendati come una mummia egizia e passa tutto.
Rimango poi stupito dal fatto che i professionisti, i quali hanno tutti almeno 10-15 anni sula bicicletta alle spalle, ignorino totalmente esperienze passate che sicuramente in un lasso di tempo cosi grande avranno avuto tutti. Io per primo se non avevo sempre in testa il casco penso che sarei già morto 2 volte: la prima quando, andando in discesa mi si è spezzata la forcella; la seconda quando andando a passeggio sono stato investito da un'auto ad uno stop, e cadendo sono finito nell'altro corsia incastrandomi con la testa sotto ad un'altra auto che si è riuscita a fermare diciamo 10cm troppo tardi. Ma quei 10cm l'unico danno che hanno fatto è stato di spezzarmi il casco.
venerdì 26 febbraio 2010
Professionisti senza casco
giovedì 25 febbraio 2010
Programma prossime gare

Quest'anno mi sono impegnato a pieno su 2 fronti: da un lato mi sono iscritto alle gran fondo su strada del brevetto Toscano e delle gran fondo degli Assi; su strada il nostro gruppo sportivo è piuttosto numeroso e quanto mai affiatato, per questo l'impegno alle gare viene praticamente da sè, quando siamo tutti insieme in gruppo. Dall'altro ho voluto continuare con la mountain bike, iscrivendomi alla Coppa Toscana, ma sopratutto voglio partecipare a gare singole cross country, e poi al Tour de France Vtt. Anche con il mountain bike quest'anno siamo partiti con una squadre, molto più scarna che quella stradista, ma siamo agli inizi e comunque ci divertiamo parecchio tra gare, prove percorso e gite.
Inizio a pensare però di essermi assunto un pò troppi impegni con tutte queste gare in programma! Domenica sarò al via alla Maremma Cup di Massa Marittima (GR), gara cross country, di quel cross country vero piuttosto tecnico; la domenica dopo, 7 marzo, sono già iscritto alla Gran fondo su strada in Umbria della Valtopina, e quella dopo ancora inizierà la Coppa Toscana mtb a Monteriggioni (SI).
Sempre a tutta.
Rubata la bici di Delio

Il numero di furti di biciclette è sempre più impressionante; bici di tutte le specie e tutte le razze: citybike, mountain bike, biciclette da corsa. Ogni giorno si sente di furti di bici da passeggio, ogni giorno si legge di furti di costose bici da corsa.
I ladri non hanno nessuna remora, arrivano a rubare in posti inauditi, come 2 anni fà quando hanno rubato a me personalmente una mountain bike davanti alla porta d'ingresso del negozio.
Questa volta è toccato al povero Delio, cultore della bicicletta e ciclista da decenni. Instancabile sulle lunghe distanze, l'uomo che negli ultimi anni ha trovato nell'Eroica il suo punto focale della stagione, ora è appiedato dal furto della sua nuovissima bici Daccordi Grinta blu. Bici tra l'altro riconoscibilissima, personalizzata al momento della costruzione e della verniciatura, e che quindi molto probabilmente sarà smerciata all'estero.
martedì 23 febbraio 2010
A San Miniato un'opera per ricordare Ballerini

DA ILREPORTER.IT
Si chiamerà "Pinocchio in bicicletta" l'installazione intitolata alla memoria di Franco Ballerini, ct della nazionale di ciclismo recentemente scomparso in un incidente di gara durante un rally, che verrà inaugurata il prossimo 28 febbraio a San Miniato Basso, in provincia di Pisa.
La proposta di intitolare l’opera a Ballerini rientra nell’ambito delle iniziative “Aspettando la Tirreno Adriatico”. Proprio da San Miniato infatti partirà la terza tappa della nota gara ciclista il prossimo 12 marzo.
L'opera, voluta dall'amministrazione comunale e dalla Consulta di San Miniato Basso, sarà collocata in piazza Ruggini.
DA ILREPORTER.IT
lunedì 22 febbraio 2010
In gruppo alla Gran Fondo del Montalbano
Secondo alla Gran Fondo del Montalbano a Pistoia è stato un pasticcio l'arrivo del percorso medio, 500m dopo il bivio che divideva i due percorsi, lungo e per l'appunto medio. La gara è stata tutta giocata un pò sull'attesa, data da chi avrebbe poi fatto gara vera nel finale del percorso lungo, mentre per chi come me voleva farsi la sua corsa sul medio di 85km - distanza dichiarata tra l'altro sbagliatissima: erano 77km, ben 10% di errore - è stato costretto ad una gara di gruppo con volata finale, nonostante un bel percorso vario.
Io ho chiuso 26° assoluto in una volata strana, appena svincolati e divisi dal gruppo che ha proseguito per il lungo; la corsa aveva il primo punto di selezione sulla salita del Pinone, lunghetta ma non dura, ed infatti nella pianura che seguiva ci siamo ricompattati in tantissimi, credo circa 150, ad inseguire la fuga di 7-8. Di seguito si saliva San Baronto da Vinci, più un falso piano che una vera e propria salita, che ha fatto pochissima selezione; la discesa è stata brutta, da fare in continua tensione nervosa perchè c'erano delle macchie di bagnato che si trovavano abbastanza improvvise dietro alle curve, e sono state diverse le scivolate.
Nel totale mi sono divertito poco, in una giornata dove siamo stati a darci spallate per tenere le posizioni in gruppo per il 50% della gara, e penso che si faceva meglio a fare il percorso lungo, anche se il divario tra i due tracciati era tantino, quasi il doppio. Solo che per fare il lungo non basta avere 1 ora al giorno di allenamento alle spalle come ho io attualmente, e rischiavo di fare una gran botta nel finale.
Comunque la gara è sempre il miglior allenamento, e per domenica prossima mi sono iscritto alla Maremma Cup in mountain bike, gara che smanio di fare anche se mi costringe ad una levataccia clamorosa al mattino, grazie ad un percorso che mi piace tantissimo.
venerdì 19 febbraio 2010
Si fanno i nomi di Bartoli, Fondriest e Bettini come C.T.
da SUI PEDALI
Franco Ballerini è scomparso improvvisamente lasciando un vuoto incolmabile non solo a livello sportivo, purtroppo però si deve pensare al futuro e così l’attenzione si deve necessariamente dedicare anche alla figura da posizionare al posto del compianto CT.
Chi sarà il prossimo CT della nazionale italiana di ciclismo? Il primo nome che è circolato è quello di Bettini, che proprio con Ballerini ha ottenuto le sue gratificazioni migliori (due mondiali e un’olimpiade). Ma secondo Fanini i due nomi su cui puntare sono Fondriest e soprattutto Bartoli.
DA SUI PEDALI
giovedì 18 febbraio 2010
Intitoliamo il Palasport di Campo Marte a Gino Bartali
DA FISPORT.IT
Cordone (Lega Nord): ''Intitoliamo il Palasport di Campo Marte a Gino Bartali''
Mass media - 17/02/2010 18.14.37
Con tutto il rispetto per la grande figura di Nelson Mandela, riteniamo che siccome a Firenze non esiste una adeguata struttura sportiva intitolata al più grande campione sportivo fiorentino di tutti i tempi, il ciclista Gino Bartali, si debba intitolare al grande Gino il Palazzo dello Sport di Firenze al Campo di Marte.
Gino Bartali con le sue imprese sportive è entrato nell'epica dello sport e nel 1948 con la sua vittoria al Tour de France evitò la rivoluzione nel Paese (vedasi attentato a Palmiro Togliatti). Bartali durante la seconda guerra mondiale, in collaborazione con il grande Arcivescovo Elia Dalla Costa, ebbe il grande merito di aver contribuito al salvataggio di numerosi ebrei. Vista l'annosa vicenda del Museo del Ciclismo "Gino Bartali", ci sembra che Firenze si stia dimenticando del suo più grande Campione "Ginettaccio". E' giunta l'ora di ricordarlo adeguatamente, pertanto come sopra detto proponiamo che il Palasport di Firenze sia intitolato alla memoria di Gino Bartali.
DA FISPORT.IT
mercoledì 17 febbraio 2010
Floyd Landis hacker

DA SPORT.EXCITE
Pronto a tutto pur di tornare in bicicletta, ma se questo significa cercare di entrare nella rete dei computer del laboratorio di Chatenay Malabry per manipolare i dati di positività, allora i guai si fanno grossi. Lo sta ora pagando sulla sua pelle Floyd Landis, l'americano positivo al Tour 2006 per il quale il giudice Thomas Cassuto ha rilasciato un mandato di cattura internazionale dopo aver scoperto che il ciclista avrebbe cercato di ‘hackerare’ i computer con i dati delle analisi.
Il capo dell'agenzia francese antidoping Pierre Bordry in una intervista all'agenzia Reuter ha infatti dichiarato che: ‘Cassuto ci ha informato che il Tribunale di Grande Istanza di Naterra ha spiccato un mandato di arresto internazionale il 28 gennaio scorso, contro Floyd Landis, dopo che il computer del nostro laboratorio era stato attaccato dagli hacker’. Landis le aveva provate tutte per scagionarsi dall’accusa di doping, sia con perizie private sia con l’appoggio dei dirigenti della sua squadra, la Phonak, ma tutto era stato inutile, così l’unica via possibile, anche se logicamente illegale, era modificare i dati affinchè si riscontrasse un errore nei computer, ma il tentativo è stato smascherato.
‘Era stato convocato dal giudice - continua ancora Bordry - ma non si è presentato, di qui la richiesta di arresto internazionale’. ‘Sembra che Landis - conclude Bordry - volesse fare tutto il possibile per entrare nel nostro sistema computerizzato per cercare di provare che il laboratorio aveva sbagliato. Durante le indagini gli inquirenti sarebbero riusciti a rintracciare un network di hacker dietro l'ex corridore’.
DA SPORT.EXCITE
martedì 16 febbraio 2010
Gara di Larciano mtb

La gara di Cecina di Larciano mi ha stupito, per organizzazione e per adesione di partecipanti: 160 partenti su un percorso bello, durissimo e guidato.
Quando sono venuto in Toscana ho insistito molto in negozio per incrementare il settore mtb, seguendo un ragionamento molto semplice: al Nord il mountain bike và forte, prima o poi arriverà anche al Centro; e credo che ora sia arrivato: quest'anno a tutte le gare provinciali e regionali stanno facendo un mucchio di partenti, tanti quanto le corse su strada; il livello poi inevitabilmente si è alzato parecchio, ed ora fare risultato in Toscana è dura, bisogna andare forte, penso come in Lombardia o Veneto, niente di meno.
Domenica siamo partiti a fuoco come sempre, con ua bella rampa asfaltata talmente ripida che non si riusciva a tenere giù la ruota davanti, si impennava ad ogni pedalata. Io avevo una crisi immane addosso, non sono ancora allenato per correre il sabato su strada e poi la domenica in mountain, sicchè a metà rampa mi si è veramente piantata la bici in mezzo alla strada, e ho definitivamente abbandonato la mia 4°-5° posizione che mi ero conquistato alla partenza. Però ho continuato, al mio passo in posizione di mezzo gruppo, perchè il percorso meritava davvero: la 1° discesa era dritta piena di buche e canali dell'acqua, che facevano venire l'idea che il manubrio si girasse di 90° da un momento all'altro...ma a farla a cannone a freni aperti si guadagnava parecchio.
Le previsioni avevano dato neve, in realtà era tutto abbastanza asciutto. Io la gomma davanti l'ho sbagliata; ho messo un Vredestein tiger Claw per terreni duri, ma poi a forza di passaggi c'era un pò di fanghino e il davanti mi andava da tutte le parti; ma dietro mi ha veramente impressionato il tubolare della Geax: sulle ultime rampe durissime e umide, che in allenamenot ho fatto a piedi perchè si scivolava troppo, non ho perso nemmeno una pedalata. Una trazione incredibile; avevo altra gente affianco a me che saliva a piedi, e io continuavo senza nemmeno slittare un momento, nonostante avessi gonfiato un pochino duro, circa 2 bar. Credo veramente che il tubolare sia 2 scalini sopra alle altre gomme nel mountain bike, sia per aderenza che per peso. Prossiamamente ordinerò dei tubolari della Tufo, per provarli, perchè il disegno mi piace veramente tanto.
L'altro Giro, in bici per 1001 Miglia

DA VADO DI CORSA
Centouno miglia sono più o meno 1600 chilometri. Da fare in bici , ovviamente a tappe, tagliando in due l’Italia, da Milano a Todi per poi risalire. Si chiama 1001 Miglia, edizione numero due per il più lungo raid ciclistico d’Europa, un percorso cicloturistico attraverso le strade secondarie d’Italia per un dislivello complessivo di 20.000 metri. Tutto questo è stato presentato dagli assessori allo Sport e al Turismo della Provincia di Milano, rispettivamente Cristina Stancari e Stefano Bolognini e dal presidente Ari, Audax Randonneur Italia, Fermo Rigamonti. Sono già 340 coloro che si sono iscritti a un evento che coinvolge 25 nazioni, 7 regioni, 25 province, 142 comuni e 19 comitati di tappa dove sono previsti punti di ristoro per i partecipanti. I ciclisti seguono il percorso segnato in totale autonomia, rispettando il codice stradale, gestendo forze e tempo a proprio piacimento lungo l’intero percorso con un limite massimo di tempo di 135 ore e uno minimo di 58 ore. Il percorso si sviluppa attraverso la Pianura Padana seguendo il corso del fiume Po, per inoltrarsi sulla dorsale appenninica, evitando le salite più impegnative, per attraversare la parte centrale seguendo il Tevere e i laghi Trasimeno, Corbara e Bolsena; poi risale attraverso le terre del Senese e del Chianti, della Lucchesia e attraversare poi il Parco delle Cinque Terre per costeggiare il mar Ligure con conclusione attraverso le colline dell’oltre Po e la pianura che costeggia le risaie e i navigli, lungo le storiche vie d’acqua lombarde. Nella parte finale verranno percorsi 34 km di pista ciclabile della provincia di Milano che costeggiano l’Alzaia del Naviglio Pavese e il Naviglio Grande, per dare nuovo valore alle vie d’acqua di Milano e della sua provincia, in concomitanza con il tema proposto in occasione dell’Expo 2015: l’acqua. Nel 2008, su 220 al via, conclusero in 163. Il via quest’anno il 16 agosto da Nerviano, l’arrivo il 22.
Per informazioni www.1001migliaitalia.it
DA VADO DI CORSA
sabato 13 febbraio 2010
1° a Altopascio
Oggi alla mia seconda gara da master ho vinto. In queste corse tutta pianura che odio non vado niente male, anche se non mi piacciono, e faccio la mia gara in forma "assoluta", perchè delle categorie ci capisco poco ed in ogni caso non mi diverto per niente a star a pensare a che categoria appartengono questo e quello.
Oggi alle Spianate di Altopascio non volevo nemmeno partire, perchè ho dovuto lavorare a tutta corsa nella mattinata, ho mandato giù un piatto di gnocchi di patate perchè era l'unica cosa che cuoceva in 1 minuto, e poi sono andato alla partenza con meteo incerto, ancora sempre di corsa. Non avevo nessuna voglia di far fatica, e invece subito dopo 5km di gara ho visto davanti un bel gruppetto di 10 in fuga...non gli davo tante chance, cosi appena partiti, ma ho pensato che erano tanti ed era meglio essere presenti, sicchè sono scattato da solo (in compagnia solo dei gnocchi di patate che mi chiedevano di uscire), e sono rientrato. Questa fuga a cui non avrei dato nessun credito invece è andata all'arrivo, credo anche con un buon aiuto del mio compagno di squadra David che era rimasto in gruppo a rompere i cambi degli inseguitori.
Fatto sta che mi sono trovato davanti, nella fuga buona, e ho progettato di partire a 3km dell'arrivo e giocarmi le mie carte li; cosi ho fatto e ho vinto, in solitaria, con un centinaio di metri di vantaggio sugli inseguitori, ed ancora in compagnia dei gnocchi di patate che a questo punto mi stavano prendendo a pugni il fegato.
Continuo ad odiare queste corse piatte, anche se poi riesco a farci risultato.
Domattina cambio bici, e gara in mountain bike a Cecina di Larciano (PT).
Provato il percorso mtb di Cecina di Larciano (PT)

Domani, tempo permettendo visto che danno neve, sono a correre in mountain bike a Cecina di Larciano. La gara l'ho fatta anche l'anno scorso, quando ero stato sempre 3° assoluto fino all'ultimo giro, per poi forare a 3km dall'arrivo e finire 8°.
La gara, se è come l'anno scorso, non è che sia organizzata proprio alla grande, però il percorso è bello e merita; in più penso che anche in caso di cattivo tempo non ci sarà molto fango, perchè il terreno è duro e dovrebbe reggere bene.
La partenza è tosta, in salita, per 3km discontinui ma con tratti duri, su strada larga un pò ghiaiosa e un pò asfaltata, non tanto bela ma utile per "scremare". Il bello invece viene dopo, con un paio di discese tecniche e veloci, con canali scavati dall'acqua...c'è da pensarci insomma a lasciare del tutto i freni...Poi un bel apio di rampe due, ma veramente dure, una da fare a piedi sicuramente perchè con il passaggio del gruppo diventerà scivolosissima. 9km al giro, un bel cross country tosto. Merita di partecipare per fare questa discesa veramente bella, e anche per tutto il tratto sottobosco; facendola ad escursione anche il paesaggio non è niente male: il percorso è piuttosto in alto e offre un'ottima panoramica.
Oggi per iniziare a scaldarsi vado a fare la gara su strada di Spianate di Altopascio (LU), sullo stesso percorso dove 1 mese fà ho fatto 2°. Piatta come un biliardo. Odio le corse piatte, le ho sempre odiate, ma siccome siamo un bel gruppo con il G.S. Daccordi, e ci sarà da divertirsi, vado almeno a partecipare; intanto mi alleno un pò.
venerdì 12 febbraio 2010
Provato il percorso internazionale di Massa Marittima
Io sono innamorato del percorso di Massa Marittima. Si vede la mano "elvetica" nel disegnarlo...piuttosto stretto e tecnico, è un vero cross-country.
Ci sono stato domenica, con un terreno umido, assieme all'amico Max "Attila". Il percorso è guidato da subito, con partenza nel centro sportivo e subito dentro al parco in un tratto tortuoso che sembra quasi un ciclocross...un bel salto da un muretto da 1 metro circa, dove la mia Rock Shock ha picchiato in fondo nettamente, mentre quella di Max, che l'ha preso male ed è atterrato di punta, pensavo esplodesse o si rivoltasse all'insù...non so come abbia retto con tutti i suoi 80kg impuntati sulla ruota davanti....
Subito dopo si entra nel bosco, con una discesa parecchio ripida e a tornanti, dove l'anno scorso mi ha superato uno svizzero a velocità iperbolica, e no ho ancora capito ora come abbia fatto a girare le curve; questo pezzo era tutt'ora tracciato con tanto di materassi sugli alberi, e servono, perchè il terreno è duro e umido: nella frenatona prima delle curve ogni giro mi si bloccavano entrambe le ruote, cosi che sono state più le volte che mi sono appoggiato alla prima pianta che non quelle che ho girato per bene.
Subito dopo guado, e salita dura; la particolarità di Massa Marittima è che è molto tecnica, ma in salita: tutti sassi bagnati, scivolosissimi ed in quantità industriale, in certi punti è cosi difficile passare che si fà prima a piedi di corsa. E' veramente tosta salire in queste condizioni, soprattutto nella salita dell'arrivo, molto ripida...l'anno scorso me la sono fatta a piedi anche in gara, mentre domenica sorretto da una condizione che non pensavo sono salito agile senza problemi.
Il tratto divertentissimo è quello centrale, nel bosco, stretto e veloce fra gli alberi, in un leggero saliscendi: sia io che Max andiamo forte su questi tratti veloci, quindi abbiamo ingranato il 42-15 e tutti i giri l'abbiamo fatto a tutta birra...quasi da schiantarsi sugli alberi, perchè li il margine di errore è piuttosto basso, stretto e viscido com'è.
Il 28 febbraio di mattina presto sarò al via, per divertirsi alla grande, ma in questa gara magari anche per fare un bel piazzamentino.
VANCOUVER 2010: PER BOOKMAKERS INGLESI SARA' FLOP AZZURRO
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DA REPUBBLICA
Alle prossime Olimpiadi invernali, che si svolgeranno a Vancouver, in Canada, dal 12 al 21 febbraio, gli atleti italiani non godono di molto credito e vengono a loro attribuite scarse possibilità di vittoria. Tant'è che i bookie di Stanleybet quotano a 6,50 la probabilità che l'Italia ha di ripetere la prestazione della scorsa edizione dei Giochi, con 5 ori portati a casa. Per la compagnia di scommesse britannica il risultato migliore al quale poter aspirare è ottenere 3 piazzamenti sul gradino più alto del podio, offerto a 2.75, mentre 4 successi sono dati a 3.25. Del tutto improbabile l'eventualità che gli azzurri riportino più di 7 ori (21.00). Sta ora al forte temperamento tipicamente italiano cercare in tutti i modi di smentire i pronostici. Le speranze degli atleti del Belpaese si affideranno alla classe e al talento della pattinatrice Carolina Kostner che, sulla scia del successo ottenuto a Tallin, darà sicuramente il meglio di sè. Oltre alla neo Campionessa d'Europa bolzanina, molto attesi sono il plurimedagliato Armin Zoeggeler che, con il suo slittino, si è aggiudicato il nono titolo mondiale ed Enrico Fabris, che a Torino 2006 si è portato a casa ben 3 medaglie tra cui 2 ori.
Da non sottovalutare, infine, la caparbietà agonistica dell'ormai veterano Giorgio Di Centa, che a Vancouver sarà anche il portabandiera azzurro nella giornata inaugurale dei giochi Olimpici. Per il bookmaker inglese Stanleybet la possibilità che gli atleti azzurri hanno di deludere le aspettative dei molti appassionati italiani è elevata. Le quote proposte parlano chiaro e vedono 2 successi dorati offerti a 4.00, mentre un solo oro pagherebbe 7 volte la posta in gioco. Quotata a 10.00, infine, l'eventualità che addirittura gli atleti tricolore tornino a casa da Vancouver senza neanche un titolo iridato.
DA REPUBBLICA
giovedì 11 febbraio 2010
Maestro di Kung Fu ruba bicicletta
DA MILANO.REPUBBLICA.IT
Maestro di kung fu ruba bicicletta
e poi picchia i carabinieri: arrestato
I carabinieri lo hanno visto fuggire in bicicletta con una borsa a tracolla, mel centro di Milano, inseguito da una donna. Pensando che l'avesse scippata, a piedi hanno inseguito l'uomo da via Molino delle Armi fino a via Torino prima di riuscire a bloccarlo con l'aiuto di alcuni passanti. In realtà il ladro, di un maestro di kung fu cinese di 55 anni, regolare in Italia, le aveva sottratto proprio la bicicletta.
Prima di finire ammanettato, ha picchiato i militari approfittando della propria esperienza con le arti marziali, lasciandone uno a terra con una lesione al ginocchio giudicata guaribile in 15 giorni. Il cinese è stato arrestato per furto, resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale.
DA MILANO.REPUBBLICA.IT
mercoledì 10 febbraio 2010
martedì 9 febbraio 2010
La Gazzetta dello Sport non si spreca per il ciclismo

Una notizia clamorosa, come quella della morte improvvisa del Commissario Tecnico della Nazionale di ciclismo, trova posto sulla Gazzetta dello Sport solamente in 30° pagina. La notizia finisce in copertina, ma con uno spazio di rincalzo, perchè ovviamente "il grosso" è del calcio.
Cosi come del calcio sono interamente le prime 29 pagine della Gazzetta dell'8 Febbraio, e solo dopo arrivano 2 pagine con la tragica notizia, i commenti ecc. ecc. In pratica è stato dato meno spazio a questa notizia che non alle solite notizie di positività all'antidoping di ciclisti vari. Insomma alla Gazzetta dello Sport, che è il principale sponsor del Giro d'Italia, non danno grande importanza a questo lutto. Se invece fosse stato il commissario tecnico del calcio siamo sicuri che oltre ai funerali di stato la Gazzetta ci avrebbe tappezzato di edizioni speciali da qui alla fine del 2010, con video e gadget a non finire.
E' proprio triste essere sportivi, e comprare un giornale per sfogliarlo dal fondo, per leggere solamente 7-8 pagine in tutto; perchè cosi fanno tutti quelli che come me non sono appassionati di calcio. E' persino meglio, se si ha l'opportunità di procurarselo, leggere L'Equipe in francese, che almeno è un giornale di sport.
Niente bici a mano sui marciapiedi???
DA ANSA
Attenzione a condurre biciclette a mano sui marciapiedi delle strade a corsia preferenziale di Firenze. Non si puo'. Questa mattina, racconta in una nota l'associazione Citta' ciclabile, lungo un marciapiede di una strada preferenziale nei pressi di piazza S. Marco a Firenze, la polizia municipale ha fermato una persona che conduceva la propria bicicletta a mano. La motivazione degli agenti e' stata - secondo la versione dell'associazione - 'perche' creava intralcio'.
DA ANSA
lunedì 8 febbraio 2010
Ipocrisia americana

Ho letto questa notizia:
SONDRIO - Gli Stati Uniti hanno negato il visto di sei mesi a un ciclista professionista di Morbegno (Sondrio) che con la sua squadra, la Kendra, avrebbe dovuto recarsi nel Paese il 27 febbraio per un lungo periodo di ritiro stagionale. "Sostengono che sono un potenziale clandestino - ha detto il 25enne Luca Damiani -. Nel corso del colloquio il console mi ha chiesto se in Italia sono proprietario di casa. Ma gli ho risposto che vivo ancora in famiglia, quando non sono impegnato in gare in Italia o all'estero. Ha voluto sapere se qui ho altri lavori stabili oltre a quello di sportivo evidentemente ritenuto poco redditizio, spiegandomi che l'economia italiana non e' florida e quindi potrei essere tentato di fermarmi negli Usa oltre il periodo fissato dal visto semestrale". (RCD)
E sono rimasto allibito.
Uno perchè si tratta di Damiani, il quale non è nemmeno il primo anno che gareggia in America; ha contratto fisso di lavoro firmato prima di andare negli Stati Uniti. Ed ha anche vinto delle gare, in America.
Due perchè dicono "l'economia italiana non è florida..." invece quella americana è florida...basta guardare le aste delle case; si trovano ville sulla spiaggia di Miami a 50000 euro, e le comprano gli stranieri, tra cui parecchi italiani che stanno investendo molto sulle aste fallimentari americane...
sabato 6 febbraio 2010
MULTA AD UN CICLISTA PERCHE' GUIDA SENZA MANI

Ho letto questa notizia in settimana, in internet, su "Il giornale".
Nella domenica senza auto di Milano un vigile ha fermato una persona che andava in bici con le mani in tasca per il freddo, e l'ha multato per guida pericolosa. Sul subito ho pensato al ridicolo, ma poi ho letto tutti i commenti del giornalista de "Il Giornale", completamente solidale col vigile, che scriveva frasi del tipo "il codice della strada và rispettato", e qui ho pensato che viviamo in un Mondo di matti.
Ma mica perchè io vado in bici abitualmente. Se il vigile dovesse fare la multa per guida pericolosa a tutti i bambini che vanno in bici senza mani sarebbe un casino. Quando questi bimbi si troveranno a 18 anni a prendere la patente partiranno con -350 punti da recuperare, tutti per guida pericolosa senza mani in bicicletta.
Se quella mattina poi fosse disgraziatamente passato in bici il mio ex-massaggiatore Beppe, che si siede sul manubrio e pedala andando all'indietro, gli avrebbero appioppato l'ergastolo sicuro; per non parlare di qualche biker che si fà 500 metri su una ruota....fucilazione immediata! Simone Temperato, nella foto, è un fuorilegge assurdo, da chiedere l'estradizione dal Brasile se tenta di scappare a Rio.
Qui le cose evidenti sono 2: che nè il vigile di Milano nè il giornalista de "Il Giornale" sono mai saliti su una bici, manco con le rotelle dai lati, nonostante la domenica senza auto.
venerdì 5 febbraio 2010
Niente presentazione Shimano

Oggi era in corso la presentazione Shimano dei nuovi prodotti a Verona, riservata agli addetti al settore. Purtroppo non ho potuto essere presente a causa di u colossale incidente a Barberio del Mugello che ha bloccato la strada e creato 12km di coda. Ho girato l'auto e sono tornato a casa; non ci sarebbe stato modo di arrivare alle 10 a Verona.
Ero molto incuriosito soprattutto dal nuovo XTR, che dicono sia spettacolare. Certo è che per me Shimano negli ultimi tempi ha segnato una fortissima delusione come qualità di prodotti.
Tralasciando i top di gamma che sono sempre eccellenti, e cioè l'XTR per l'mtb ed il Durace per la strada, nei gruppi di media gamma abbiamo riscontrato parecchi problemi e alcuni li ho avuti anche io direttamente sulla mia bici. Sul corsa alcuni clienti hanno lamentato grande rumorosità sul gruppo "Sora", quello un pò più basso di livello, mentre io personalmente ho avuto problemi di affidabilità sul "105", proprio il cambio che una volta era considerato il cavallo di battaglia della Shimano per affidabilità e durevolezza. Per la cronaca ho rotto 2 cambi io personalmente, mentre altri problemi sempre sul 105 li abbiamo avuti in negozio.
Secondo me molto grave invece è stata la questione "XT" nel mountain bike: un gruppo disastrato da reclami e problemi. Se per il resto di gamma Shimano resta ineccepibile con XTR, SLX e Deore, sull'XT si sono riscontrati tutti i problemi possibili immaginabili, a cominciare dal corpo ruota delle ruote XT, che si rompe costantemente su tutte le ruote, a volte addirittura spaccando il perno e inchiodando una ruota. Un nostro cliente in questo modo ha lamentato anche una caduta, e la stessa Shimano ha ammesso di avere problemi su queste ruote, che sono state vendute moltissimo per via dell'ottimo rapporto peso-prezzo ma che in realtà hanno decisamente scalfito l'immagine delle ruote Shimano.
I problemi sul gruppo XT continuano con la molla del cambio: questa non ha forza e non riesce a tirare la catena a dovere su tantissimi cambi XT, anche se non tutti. Il sapere come certi cambi siano a posto ed altri abbiano una molla più adatta ad un semplice Acera di bassa gamma che non ad un cambio che dovrebbe essere il 2° di qualità non ci è dato, fatto stà che i salti di catena e le rotture cambio sono all'ordine del giorno. E ancora l'ammissione della Shimano dell'errore nella progettazione dei freni a olio XT, dove la pinza ha una parte troppo bassa in cui lo sporco permane senza possibilità di pulire a fondo il pistone, e quindi con un funzionamento mai ottimale.
Dopo tutte queste problematiche Shimano ha deciso di ritoccare verso l'alto i listini; forse ai dirigenti Shimano questo dubbio non viene, ma a me pare che in questo modo lancino alla grande Sram, sia sul corsa che nel mountain bike.
Ospedale di Empoli - Ospedale di Pontedera
Ieri mi sono finalmente tolto la stecca al dito, dopo 1 mese esatto dalla rottura il giorno della gara di ciclocross di San Miniato.
Tutto questo non c'entra nulla con la bicicletta, ma volevo segnalare il disservizio dell'Ospedale di Empoli, il quale ormai purtroppo in zona si sta facendo una brutta fama.
Il giorno dopo la rottura del dito della mano sono andato al Pronto Soccorso di Empoli, dove ho aspettato primo di una lunga coda davanti ad un computer, senza nessuno che lo facesse funzionare; incredibile a dirsi, ma per 20 minuti nessuno è venuto all'accettazione a vedere chi ci fosse, e dietro di me ormai c'erano 10-12 persone in fila, senza che la fila si muovesse di 1 metro. Dopo questa attesa mi sono rotto le scatole veramente e sono uscito inviperito dal Pronto Soccorso. Da li sono passato dal mio medico di base, perchè io non ero certo che fosse rotto il dito, anche se era gonfissimo, ma il medico mi ha confermato che era sicuramente rotto e mi ha consigliato di recarmi a Pontedera.
Cosi ho fatto, ormai poco fiducioso, e sono arrivato al Pronto Soccorso di Pontedera, dove una signora mi ha mandato subito appena entrato a fare la visita; da li mi hanno mandato ai raggi, fatti senza code e senza aspettare nulla, e da li all'ingessatura, dove ho aspettato un quarto d'ora circa il mio turno. Totale in circa un'ora e 15 / un'ora e mezza ero visitato e steccato, e me ne tornavo a casa. Ieri sono tornato a togliere la stecca, con tanto di visita e raggi, tutto in perfetto ordine, con il mio numerino ho aspettato che l'autoparlante mi chiamasse...
Mi domando in sostanza come mai a distanza di 30km ci sia tutta questa differenza tra Empoli e Pontedera.
lunedì 1 febbraio 2010
STYBAR NUOVO CAMPIONE DEL MONDO CICLOCROSS

DA FCI
MONDIALI CICLOCROSS: Zdenek Štybar in cima al mondo. Marco Aurelio Fontana 11° con onore, sfortunato Franzoi, encomiabili Bianco (18°) e Ursi (27°)
Zdenek Štybar è il nuovo re del ciclocross. Lo ha incoronato il mondiale di casa, ma il titolo è legittimato appieno dalla stagione record del giovane ceco, primo anche in Coppa del Mondo (nella foto Scanferla il suo arrivo a Tabor). Štybar ha scosso l’egemonia belga nella specialità: spodesta Albert (che ha la scusante del grave incidente patito nel momento più delicato della preparazione) e batte ancora Nys, oggi terzo a 38”, preceduto dal connazionale Klaas Vantornout. Certo il percorso e il pubblico di casa hanno fatto la loro parte nell’agevolare il trionfo annunciato. Lo dimostra la prova complessiva della nazionale ceca, che ha piazzato ben quattro atleti tra i primi dieci.
Più che discreta la prestazione degli azzurri. Uscito di scena Franzoi per una caduta, Marco Aurelio Fontana, undicesimo a 2’25”, è stato il migliore sfiorando l'obiettivo "top ten". Encomiabili Marco Bianco, 18° a 2’54”, e Fabio Ursi, il più giovane della compagnia, 27° a 3’34”, seguito da Luca Damiani, 47° a 6’48”.
L'Italia chiude al quinto posto nella classifica per nazioni élite dietro la Repubblica Ceca, il Belgio, la Francia e la Svizzera.
UOMINI ELITE: 1. Zdenek Štybar (R. Ceca); 2. Klaas Vantornout (Bel) a 21”; 3. Sven Nys (Bel) a 38”; 4. Martin Bína (R. Ceca) a 40”; 5. Francis Mourey (Fra) a 56”; 6. Martin Zlámalík (R. Ceca) a 1’02”; 7. Christian Heule (Svi) a 1’07”; 8. Radomír Šimunek Ml (R. Ceca) a 1’18”; 9. Gerben de Knegt (Ol) a 1’49”; 10. Bart Wellens (Bel) a 2’13”; 11. Marco Aurelio Fontana (Ita) a 2’25”; 18. Marco Bianco (Ita) a 2’54”; 27. Fabio Ursi (Ita) a 3’34”; 47. Luca Damiani (Ita) a 6’48”; ritirato Enrico Franzoi.
DA FCI
VOS ANCORA IRIDATA NEL CROSS

DA FCI
MONDIALI CICLOCROSS: Show di Marianne Vos a Tabor, quinto posto da incorniciare per Eva Lechner
Show di Marianne Vos al mondiale ciclocross donne che si è concluso da poco a Tabor e prova maiuscola di Eva Lechner, quinta assoluta. L’azzurra del team Colnago Cap Arreghini (nella foto Scanferla il suo arrivo) ha centrato l’obiettivo che si era posta alla vigilia, entrare tra le top 5 del mondo, e lo ha fatto mettendosi alle spalle l’intero squadrone francese. Risultato tanto più splendido se si considera che Eva ha dedicato molto meno tempo delle concorrenti alla specialità. Il titolo è andato all’olandese volante, grande favorita e la più meritevole. Marianne ha chiuso i giochi fin dalle prime pedalate costringendo la tedesca Hanka Kupfernagel (argento a 45”) e l’amica connazionale Daphny Van Den Brand (bronzo a 1’02”) a un inseguimento affannoso quanto vano. Quarto posto, a 1’20”, per la ceca Katerina Nash. Non lontana dalla zona podio Eva Lechner ha conquistato la quinta piazza a 1’41”, precedendo le francesi Christel Ferrier Bruneau (sesta a 1’47”), Caroline Mani (settima a 1’53”) e Pauline Ferrand Prevot (ottava a 2’11”). Un piazzamento da incorniciare, a conferma della classe polivalente di Eva, iridata della staffetta Mtb e in grado di emergere anche nel ciclocross e su strada.
DONNE ELITE: 1. Marianne Vos (Ol); 2. Hanka Kupfernagel (Ger) a 45”; 3. Daphny Van Den Brand (Ol) a 1’02”; 4. Katerina Nash (R. Ceca) a 1’20”; 5. Eva Lechner (Ita) a 1’41”; 6. Christel Ferrier Bruneau (Fra) a 1’47”; 7. Caroline Mani (Fra) a 1’53; 8. Pauline Ferrand Prevot (Fra) a 2’11”; 9. Sanne Van Paassen (Ol) a 2’28”; 10. Lucie Chianel Lefevre (Fra) a 2’31”.
DA FCI
SZCZEPANIAK CAMPIONE DEL MONDO UNDER 23 CICLOCROSS

DA FCI
MONDIALI CICLOCROSS: Oro e argento per i polacchi Pawel e Kasper Szczepaniak nella gara under. Bene Silvestri (decimo) e Trentin (undicesimo)
A giudicare dai primi due titoli assegnati questo di Tabor si configura come il mondiale delle sorprese. Nella seconda gara in programma riservata agli under 23 sono stati i fratelli polacchi Pawel e Kasper Szczepaniak a smentire i pronostici aggiudicandosi l’oro e l’argento davanti al francese Jouffroy (bronzo) e al favoritissimo belga Meeusen, dominatore in Coppa del Mondo, ma oggi lasciato ai piedi del podio. Pawel Szczepaniak (nella foto Scanferla il suo arrivo) è comunque atleta di valore assoluto, come dimostra anche la quinta posizione in Coppa del Mondo. Oggi ha dominato il mondiale tagliando il traguardo con 20” sul fratello e 21” sul francese. Bene Elia Silvestri, degno della vittoria nel Giro d'Italia Ciclocross, e Matteo Trentin. I due azzurri si sono classificati, rispettivamente, al decimo e undicesimo posto a 1’27” e 1’33” dal vincitore. Cristian Cominelli ha concluso 22° a 2’52”, Bryan Falaschi 27° a 3’39”, mentre Domenico Maria Salviani è stato costretto al ritiro.
UOMINI UNDER 23: 1. Pawel Szczepaniak (Pol) in 55’37”; 2. Kasper Szczepaniak (Pol) a 20”; 3. Arnoud Jouffroy (Fra) a 21”; 4. Tom Meeusen (Bel) a 46”; 5. Konwa Marek (Pol) a 56”; 6. Arnaud Grand (Svi) a 58”; 7. Robert Gavenda (Svk) a 1’; 8. Sascha Weber (Ger) a 1’09”; 9. Tijmen Eising (Ol) a 1’20”; 10. Elia Silvestri (Ita) a 1’27”; 11. Matteo Trentin (Ita) a 1’33”; 22. Cristian Cominelli (Ita) a 2’52”; 27. Bryan Falaschi (Ita) a 3’39”; ritirato: Domenico Maria Salviani (Ita)
DA FCI




